In occasione del suo decimo film, anche la Pixar si lancia nel mondo dell’animazione 3D. Lo fa con “Up”, vincitore del premio Oscar come miglior film d’animazione, diretto da una delle sue menti migliori, ovvero quel Pete Docter regista di “Monsters & Co.” e sceneggiatore dei due “Toy story”. Il risultato in termini economici è stato ottimo (oltre 730 milioni di dollari incassati in giro per il mondo) e l’accoglienza della critica è stata come sempre entusiastica, fin dalla prima proiezione avvenuta in quel di Cannes in occasione dell’apertura della 62° edizione del Festival.Bastano venti minuti ad “Up” per valere tutto il prezzo del biglietto, compresa l’inevitabile maggiorazione per l’effetto 3D. Venti minuti in cui assistiamo ad una piccola grande storia d’amore che contiene più poesia, romanticismo ed umanità che in decine di commedie sentimentali fotocopia americane. Il film arriva rapidamente anche al punto di commuoverci (raramente mi era capitato di provare emozioni simili così vicino ai titoli di testa), ed il legame che si crea con il simpatico vecchio Carl diventa fortissimo. Ma “Up” regala nei suoi 96 eccezionali minuti anche gran dosi di divertimento, un gustoso senso dell’avventura che si rifà ai classici romanzi del genere, e spettacolari invenzioni visive che, con l’effetto tridimensionale, lasciano più volte a bocca aperta.
Un mirabile equilibrio fra momenti profondamente malinconici, altri puramente comici nello stile delle gag del cinema muto ed altri fatti semplicemente per meravigliare, con una tecnica di animazione arrivata oramai a livelli altissimi. Il tutto accompagnato poi da una puntuale colonna sonora premiata con l’Oscar, sicuramente tra le migliori fra quelle elaborate da Michael Giacchino. “Up” è insomma un altro prodigio in cui la dimensione che più conta non è la terza, comunque spettacolare, ma quella emotiva, l’unica che faccia la differenza fra un grande film ed un film come tanti altri.
Voto dell'autore 4.7/5

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Recensione musicata -
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