Scheda del film
Hugo Cabret
trailer del film
Titolo originale: Hugo
Genere: Avventura
Nazione: U.S.A
Anno di produzione: 2011
Data di uscita al cinema: 03/02/2012
Durata: 126 Minuti
Regia:
Interpreti:, , ,
Premi e nomination: 5 Premi Oscar - Miglior Fotografia, Scenografia, Sonoro, Effetti Speciali, Effetti Sonori
Golden Globe - Miglior Regista
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(Media fra voti dello staff)
4.13/ 5
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Trama e recensione del film Hugo Cabret
Parigi, 1931. Hugo Cabret è un ragazzo di dodici anni rimasto orfano in seguito alla morte di suo padre. Hugo trascorre le giornate nella stazione ferroviaria della città, rubando lo stretto necessario per sopravvivere e sfuggendo alla rigida sorveglianza dell’ispettore Gustav. Ma la sua vita cambia improvvisamente quando si imbatte in Georges, un anziano venditore di giocattoli, e nella sua pupilla Isabelle…

Hugo CabretNell’anno in cui “The Artist” di Michel Hazanavicius ha reso omaggio ai classici dell’epoca del muto nella Hollywood degli Anni ’20, un altro film ha saputo rievocare la magia del cinema del passato con una commossa celebrazione delle origini della settima arte e di uno dei suoi padri fondatori, il geniale Georges Méliès. A firmare questa autentica lettera d’amore nei confronti della “mitologia” del cinema è il maestro Martin Scorsese con il suo “Hugo Cabret”, trasposizione del fortunatissimo romanzo per l’infanzia “La straordinaria invenzione di Hugo Cabret” di Brian Selznick, sceneggiato da John Logan. Opera ambiziosa e dall’impressionante valore produttivo (150 milioni di dollari di budget), ricompensata con cinque premi Oscar (miglior fotografia, scenografia, sonoro, effetti speciali ed effetti sonori) e con il Golden Globe per la miglior regia, “Hugo Cabret” è un affascinante viaggio nella fatata atmosfera della Parigi dei primi Anni ’30: un viaggio vissuto dallo spettatore attraverso gli occhi del personaggio del titolo, un ragazzo di dodici anni interpretato dal bravissimo attore inglese Asa Butterfield (il piccolo protagonista de “Il bambino con il pigiama a righe”).

Accompagnata dalla raffinata colonna sonora di Howard Shore, la pellicola di Scorsese è ambientata prevalentemente all’interno della maestosa stazione ferroviaria di Gare Montparnasse, ricostruita grazie alle stupende scenografie di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo. Un luogo ricco di sorprese e di miracolosi imprevisti, popolato da un’ampia galleria umana che comprende il severo ma buffonesco ispettore Gustav (Sacha Baron Cohen), spietato cacciatore di orfanelli, con tanto di gamba artificiale; l’anziano e benevolo libraio Monsieur Labisse (il mitico Christopher Lee); la graziosa fioraia Lisette (Emily Mortimer); la matura coppia formata da Monsieur Frick e Madame Emile (due deliziosi caratteristi del calibro di Richard Griffiths e Frances de la Tour); ma soprattutto Georges (Ben Kingsley), un venditore di giocattoli dall’oscuro passato, la cui esistenza è misteriosamente connessa al padre di Hugo (Jude Law), morto in un incendio, e a un automa che il protagonista vorrebbe disperatamente riuscire ad aggiustare. E sarà proprio la passione di Hugo per la meccanica, unita allo spirito intraprendente della sua amica Isabelle (Chloë Moretz, la bambina-vampiro di “Blood story”), a dare inizio ad una meravigliosa avventura, che per Hugo corrisponde al passaggio emblematico da un’infanzia travagliata alla dolorosa consapevolezza dell’adolescenza; una consapevolezza illuminata però dalla capacità di dare forma ai propri sogni e di tenere sempre vivo il potere della fantasia.

“Hugo Cabret” è, in effetti, un emozionante (ed emozionato) elogio dell’immaginazione e della creazione artistica: che si tratti di “resuscitare” un automa, come per Hugo; di immergersi nelle pagine di un romanzo, come per Isabelle; o di creare mondi sorprendenti sullo schermo di un cinema, come per il leggendario regista Georges Méliès. In tal senso, Martin Scorsese mette i prodigi della tecnica moderna al servizio della rievocazione di un cinema artigianale, che oltre un secolo prima aveva conquistato per la prima volta l’ammirazione degli spettatori. Un cinema rappresentato da Scorsese mediante la vicenda professionale e umana di Méliès e della sua moglie e musa Jeanne d’Alcy (Helen McCrory), e con la riproposizione del pionieristico capolavoro di Méliès “Viaggio nella luna”. E, per una volta, l’utilizzo del 3D è motivato da un’inappuntabile intelligenza, non solo per conferire profondità agli spazi (orizzontali e verticali) della stazione di Gare Montparnasse, ma anche per riflettere sull’evoluzione dell’espressione cinematografica; come nella sequenza, a dir poco straordinaria nella sua apparente semplicità, in cui Scorsese ci mostra “L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat” dei fratelli Lumière secondo una prospettiva completamente nuova, utilizzando la tridimensionalità per scandire il duplice piano che separa il film dal pubblico.


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4.2/5

Media Voto Staff: 4.13/5 (3 voti)
Media Voto Utenti: 3.59/5 (98 voti)
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Classifica assoluta: 450° su 2940
Classifica genere Avventura: su 62
Classifica anno 2011: su 223
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Commenti (1)
Martin,il professore di cinema,il cinefilo e cinefago.il direttore di tanti capolavori, già premio Oscar e con 11 nominations per quest'ultimo: Hugo,ancor prima di vederlo, posso dire che sicuramente non ci deluderà. 
L'amore, la passione e l'impegno costante che Martin ha profuso nel suo mestiere di cineasta li vedremo all'apice in questo capolavoro dove fantasia, rievocazione, grandi capacità tecniche,e grandi emozioni ci coinvolgeranno.

Scritto da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , venerdì 03 febbraio 2012
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