Storia vera, nel 1917 il diciassettenne Will Stoneman, orfano di padre e in modeste condizioni economiche, riesce contro ogni più rosea aspettativa a vincere una durissima gara di slitta sul percorso che va da Winnipeg, in Canada, a St. Paul, nel Minnesota. Il popolo sempre bisognoso di eroi e di grandi imprese lo soprannomina "Iron Will" per sottolineare la sua volontà di ferro. Questa opera targata Disney ci narra nel dettaglio tutti gli ostacoli incontrati da Will prima dell'agognato trionfo. Il film, sebbene adatto a qualsiasi fascia di età, si pone come specifico target quello degli adolescenti. Questi ultimi difatti non avranno difficoltà nell'identificarsi nel protagonista, soffrendo prima per le sue disavventure e poi gioendo per la sua affermazione. A completare il quadro c'è un bel background immacolato che riempie di bianco per quasi tutta la durata lo schermo ed una serie di simpatici cani da slitta guidati dal carismatico samoiedo (cane di origine siberiana completamente bianco) di nome Gus.
Seppur scorrevole e ben confezionata però l'opera è assai limitata dalla sua stessa impostazione, difatti il film non ha niente di diverso rispetto a tanti altri prodotti che decantano per i più giovani l'american dream. Assistiamo così senza troppe sorprese a momenti in cui tutto sembra perduto succeduti da situazioni che alimentano nuove speranze, e una serie di personaggi più o meno "cattivi" che man mano si convertono e applaudono all'impresa. Il finale poi è fin troppo caricato e pecca di retorica.
Da segnalare nel cast di attori non proprio noti la presenza di Kevin Spacey, qui ancora non all'apice del successo ma già bravo a dare spessore al suo personaggio, almeno fino a che è un giornalista cinico e arrivista, visto che poi per copione come tutti diventerà più candido della neve che lo circonda.
Voto dell'autore 3.0/5

Mappa del sito


Recensione musicata -
Trailer