Tra le prime pellicole della mania di trasposizione su grande schermo dei classici della letteratura a strisce americana, "Dick Tracy", diretto e interpretato da Warren Beatty, è forse fra tutti uno dei più genuini e fedeli al personaggio originale. La realizzazione tecnica è certamente di buon livello, specialmente nella fotografia e nelle scenografie, grazie all'uso e alla buona resa di colori molto caldi (quasi si stesse guardando un cartone animato) che ricordano il media da cui è stato tratto il film. Tuttavia sono presenti molte note stonate. In primis l'eccessiva semplicità e banalità di alcuni tratti della storia con colpi di scena particolarmente prevedibili e poco alleviati dalla splendida espressività data da Al Pacino al cattivo di turno, Big Boy Caprice. L'attore che interpreta Dick Tracy, inoltre, sembra essere messo in soggezione dal suo personaggio, cosa che si traduce in movimenti spesso poco naturali e molto forzati. Ma l'aspetto più negativo va senz'altro ricercato nella scelta di scritturare Madonna come provocante figura femminile: l'inespressività la fa da padrona e, specie nei tentativi di ammaliare il protagonista o altri personaggi secondari, viene sempre da dubitare sulle qualità intellettive di chi cade ai suoi piedi. In conclusione, "Dick Tracy" è sicuramente un pezzo di storia, ma purtroppo non all'altezza di pellicole più recenti, in cui l'aspetto psicologico dei protagonisti è affrontato in maniera più approfondita.
Voto dell'autore 3.3/5

Mappa del sito


Recensione musicata -
Trailer