Riflessioni

La vita di un uomo può accendersi o spegnersi in un battibaleno perdendosi come una goccia nel mare immenso della Storia. Ma l’unica cosa che può far in modo che quella goccia, quella piccolissima briciola di polvere, non sia stata vana, è la nostra memoria. In questa giornata, che serve soprattutto per ricordare, vogliamo proporvi alcuni dei film che hanno cercato di non rendere vana la storia di milioni di uomini. Carl Sagan, nel suo pensiero intitolato Un puntino di luce azzurra, ci dice che il nostro mondo, osservato dal punto di vista dell’universo, è un semplice puntino celeste

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Come di consueto, la fine di un anno è anche un momento ideale per tracciare bilanci: dunque, quale periodo migliore per volgere lo sguardo all’annata appena trascorsa e alle pellicole che, nel corso degli ultimi dodici mesi, ci hanno emozionato, divertito, commosso o fatto riflettere? Ciascuno di noi ricorderà questo 2011 anche per alcuni splendidi momenti vissuti nella sala di un cinema, grazie a dei film che, per un motivo o per un altro, hanno acquistato un significato speciale. Eccovi dunque una personalissima classifica dei film, usciti in Italia nel 2011, che chi scrive ritiene particolarmente degni di merito.

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5 anni fa nasceva Filmedvd e da allora di cose ne son cambiate veramente tante. Se ripenso a cosa era il sito allora mi viene da sorridere: una piccola pagina, onestamente molto brutta, dove il sottoscritto aveva deciso di ritagliarsi un piccolo spazio per condividere con gli altri le proprie impressioni sulla sua passione più grande, il cinema. Pian piano poi, con l’aumentare delle conoscenze tecniche sulla rete, la piccola pagina è diventata un sito che iniziava ad attrarre qualche visitore.

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Con una distribuzione-record di 750 schermi ( 650 il campione cinetel ) Parlami d’amore monopolizza le sale, e ancora una volta la distribuzione italiana dimostra la propria totale incuria e mancanza di rispetto per il pubblico pagante.

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LATO A - In questo momento di trionfo e rinnovato vigore per il cinema in sala, che, dati alla mano, nel nostro paese ha avuto un’annata appena passata semplicemente fantasica, non mancano però i problemi che ancora attanagliano gli esercenti e non: uno di questi, recentemente sottolineato dall’Anec, una delle principali associazioni italiane degli esercenti cinematografici, è la distribuzione inadeguata agli standard europei.

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Difficile comprendere come un attore giovane e bravo come Heath Ledger sia scomparso proprio ora, nel momento in cui la sua carriera cinematografica sembrava destinata ad una serie di grandi successi, in primis The dark Knight, in cui ha dato addirittura vita ad un mito come il Joker.

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Che annata è stata? Domanda difficile, ma senza dubbio emerge una tendenza precisa: quella del cinema americano di riuscire sempre meno a coniugare quantità ( commerciale ), e qualità artistica. Che il primo classificato sia uno statunitense è solo un caso, non lo è invece che i pochi grandi film a stelle e striscie di quest’anno parlino di guerra, tema bollente più che mai in questo momento.

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E’ tempo di Halloween, che nel linguaggio cinematografico viene immediatamente associato al genere horror: non c’è quindi momento migliore per farne un bilancio. Un genere che, dopo la rinascita delgi ultimi anni sta subendo un momento di netto declino, almeno dal punto di vista qualitativo.

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Ho notato con piacere che l’articolo sul nostrano sistema cinema ha suscitato un certo interesse. Nell’articolo (cliccate qui per vederlo) di Cesare Petrillo della Teodora film, venivano mosse delle critiche al colosso Sky. Questo dalle pagine del Il manifesto ha voluto controbattere. Petrillo stamane ci ha contattato pregandoci di pubblicare tutte le fasi di questa diatriba, e noi siamo lieti di farlo.

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Stamani via e-mail la Teodora Film mi ha spedito un interessante articolo da loro scritto e pubblicato sul Il manifesto. Ci sono diversi spunti interessanti che mi sembra giusto divulgare anche attraverso il nostro sito. Anzi per l’occasione ho preparato un sondaggio (per votare cliccate qui) su una delle questioni sollevate, la diversificazione dell’offerta nei Multiplex come in Francia.

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Che anno è stato il 2006? è difficile fare il bilancio di un anno, specialmente se molto equilibrato come quello appena trascorso: il 2006 è stato infatti un anno, cinematograficamente parlando, in cui le sorprese, le delusioni e le conferme si sono bilanciate in modo perfetto. Ci aspettavamo grandi film da autori come Scorsese, Spielberg, Almodovar, Altman, Spike Lee, e così è stato. Più vicini alle delusioni invece Brian De Palma, Ken Loach, Clint Eastwood: in alcuni casi si tratta comunque di ottimi film, ma non all’altezza delle forse esagerate aspettative, in altri si tratta di piccoli capitomboli d’autore, cose che spesso capitano e si perdonano.

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Quella appena passata è stata una stagione all’insegna dei grandi autori ma non solo: grandi registi un po’ appannati come Allen, Spielberg, Almodovar, Altman, Cronenberg e Spike Lee, solo per citarne alcuni, hanno tirato fuori dal cilindro perle di rara bellezza.

E’ stato l’anno della rinascita del cinema italiano, non solo dal punto di vista del boxoffice ma anche da quello qualitativo. Sembra che ci sia un rinnovato stimolo a fare film di una certa qualità , con o senza il consenso del pubblico. Ne sanno qualcosa Bellocchio e il suo Regista di matrimoni, Kim Rossi Stuart che oltre alla solita ottima prova nel buon Romanzo criminale ci ha regalato l’esordio più bello dell’annata con Anche libero va bene. E poi Nanni Moretti e il suo fulminante Il caimano, Pupi Avati e tanti altri invisibili che non hanno ottenuto la giusta attenzione, alcuni dei quali io stesso devo ancora recuperare.

Riflessioni Prossime uscite

Come ogni estate che si rispetti, da una manciata di anni a questa parte il cinema nei mesi caldi ci propone una quantità industriale di film horror “balnerari” scartati durante l’anno, da gustarsi in compagnia di amici fracassoni o di findanzate facilmente impressionabili.

Ma non è detto che tra un fondo di magazzino e l’altro non si trovi anche qualcosa di buono che valga una sortita cinefila. Quest’anno le danze si sono aperte con the omen che si è rivelato deludente, ma già a maggio la casa del diavolo si è dimostrato come uno degli horror più interessanti dell’anno, sempre che horror si possa definire.

News Riflessioni

Iper pubblicizzato, per questo Il codice da Vinci, che finalmente domani uscirà nelle sale di tutto il mondo, è stata montata un’attesa forse troppo carica di aspettative. Alle prime proiezioni del film, tenutesi al Festival di Cannes, sia critica che pubblico hanno difatti mostrato una certa freddezza. La parola più ricorrente è “grande delusione”, sintomo che molta gente troppo si aspettava da questa opera.

Riflessioni

Da cineblogger che si rispetti, tocca anche a me scrivere un articoletto sul codice da vinci, in uscita venerdì nella bellezza di 800 sale.

Un film di cui si parla incessantemente da mesi, dopo una micidiale campagna promozionale, della quale cartelloni pubblicitari e trailer in tv rappresentano solo una piccola parte: concorsi a premi, pettegolezzi sulle star, e soprattutto una delle campagne di marketing involontarie più colossali della storia del cinema. Tutto è cominciato con il processo a Dan Brown per plagio, che ha scatenato l’attenzione dei media. Poi ci si è messa la chiesa, con accuse di diffamazione del vangelo, l’Opus Dei con le sue richieste di chiarire agli spettatori, tramite scritte a inizio e fine film, che si tratta esclusivamente di un opera di finzione, in Italia ci si è messa perfino Famiglia Cristiana e tutto il mondo cattolico, con richieste di boicottaggio da parte delle parrocchie. In paesi molto cattolici e non propriamente progressisti come India e Filippine il film è stato addirittura proibito o vietato ai minori come un porno qualsiasi.

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