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A Roma la II edizione di Rendez-vous, appuntamento con il nuovo cinema francese

Festival e premi

Da Carole Bouquet a Charlotte Rampling, da Léa Seydoux a Virginie Ledoyen passando per Valérie Donzelli, Stefania Rocca e Ursula Meier, ma anche Tony Gatlif e Dominik Möll, a Roma per presentare il meglio della produzione francese inedita in Italia. Al via da martedì 17 aprile, e fino al 22 aprile a Roma: Rendez-vous, appuntamento con il nuovo cinema francese, seconda edizione di un festival esclusivo dedicato al cinema d’Oltralpe. Iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, la manifestazione è realizzata dall’Institut Français Italia, in collaborazione con l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, l’Institut français – Centre Saint-Louis, e l’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale con il sostegno di Unifrance. Rendez-Vous si replica a Palermo dal 24 al 26 aprile, a Milano dal 7 al 10 maggio e a Torino dall’11 al 13 maggio.

Con una quarantina di titoli, nuovissimi, per la maggior parte in anteprima, parte il viaggio a tappe alla scoperta del cinema d’Oltralpe che offre al pubblico una programmazione che attraversa i generi, dalla produzione popolare a quella più sofisticata, dai campioni di incasso alle pellicole indipendenti. Tre programmazioni per le quattro sedi della manifestazione: il Cinema Fiamma e la Casa del Cinema ospitano la sezione Novità, panoramica completata da Cineasti del presente, la sezione accolta presso l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, mentre l’Institut français – Centre Saint-Louis dedica un focus a Mathieu Kassovitz. I film, proiettati in versione originale, sottotitolati in italiano, sono presentati da registi e attori francesi accompagnati da un padrino italiano. 

Il Cinema Fiamma e la Casa del Cinema accolgono la sezione Novità che offre un’ampia panoramica, per generi e temi, del cinema francese più attuale. Fil rouge di questa II edizione di Rendez-vous: emozione e ribellione, temi affidati ai volti più noti e alle nuove leve del cinema francese. Il Festival si apre alla presenza della talentuosa Valérie Donzelli, che scrive, dirige, interpreta La guerre est déclarée: grande rivelazione alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes 2011, candidato francese agli Oscar come miglior film straniero, è il simbolo dell’eclettismo della produzione francese, un titolo che con un piccolo budget ha sbancato al botteghino.

Per l’apertura al pubblico, un’anteprima italiana, in contemporanea con l’uscita francese: Cloclo di Florent-Emilio Siri, che ripercorre la vita spericolata del cantante Claude François. Il ritratto dell’icona della musica francese è affidato al volto di Jérémie Rénier, che, con un training di cinque mesi di canto, danza e studio della musica, firma un’interpretazione eccellente raccontando la complessità di un idolo seducente e antipatico, fragile e geniale. Ritroviamo l’attore belga, scoperto dai fratelli Dardenne, alle prese, con quindici chili di più e un personaggio non meno interessante, il protagonista del Possessions di Éric Guirado, un thriller psicologico alla Chabrol, ispirato a un fatto di cronaca; l’ambientazione quella ricca degli chalet di montagna sulle Alpi.

Per raccontare ancora la geometria della ricchezza e di due mondi sociali, contigui e lontanissimi, la regista-rivelazione Ursula Meier, Orso d’Argento Speciale della Giuria al 62° Festival del Cinema di Berlino, con Sister delinea una storia delicata e sobria, pedinando la vita di un dodicenne che vive rubacchiando ai turisti ricchi del resort sciistico di lusso e poi riscende a nell’altopiano industriale dove convive con la sorella, sbandata e senza lavoro, interpretata da Léa Seydoux. La neo-diva è protagonista, al fianco di Diane Kruger e Virginie Ledoyen, di Les adieux à la reine, sontuoso e sensuale affresco della Versailles alla vigilia della rivoluzione, firmato Benoît Jacquot, film di apertura della 62° edizione del Festival di Berlino.

 

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Per un cinema costruito tutto al femminile, segnaliamo: Juliette Binoche e Anaïs Demoustier, entrambe in stato di grazia, nello scabroso film-inchiesta sulla prostituzione giovanile Elles, diretto da Malgoska Szumowska. Ancora dive: Charlotte Rampling e Irène Jacob, al servizio della commedia Rio sex comedy di Jonathan Nossiter, regista dissacrante che tenta il registro comico paradossale alla ricerca di una utopia del vivere. A sorpresa un volto italiano: un’inedita Stefania Rocca protagonista di The invader, il film ipnotico e sensuale del videoartista Nicolas Provost. Vincent Cassel diventa monaco austero e tormentato per il film noir-erotico-gotico Le moine di Dominik Möll.

A Guillaume Canet il regista Cédric Kahn offre l’occasione di una bella interpretazione nel dramma sociale Une vie meilleure che, nel seguire la storia di due giovani che tentano di realizzare il progetto di un ristorante sulla riva di un lago, ci fa fare i conti con il futuro dei nostri sogni. S’insinua sempre tra le pieghe del racconto del presente il pluripremiato L’exercice de l’Etat di Pierre Schoeller, indagine sulla politica e il potere, costruita come un thriller e affidata a un ottimo cast dove spicca Michel Blanc. Per il cinema-contro segnaliamo il ribelle Mathieu Kassovitz, regista, sceneggiatore, attore del dramma storico L’ordre et la morale. Non manca il cinema di genere con Nuit blanche, avvincente poliziesco firmato da Frédéric Jardin.

Tra i nuovi volti, da segnalare: Louise Bourgoin protagonista di Un heureux événement, commedia romantica, scoppiettante e dolce-amara a firma Rémi Bezançon, e di un’altra commedia, L’amour dure trois ans, dove a dirigerla è il “caso editoriale” Frédéric Beigbeder. Il Cinema documentario in tre declinazioni: Indignados, visionario manifesto socio-politico a firma Tony Gatlif; biografico e intenso Ritals delle sorelle Chiarello e ancora cinema civile e militante, premiato ai Césa 2012, Tous au Larzac di Christian Rouaud, che racconta con ironia e passione la battaglia del Larzac, episodio di ribellione civile durato dieci anni.

Direttamente dal celebre studio di Folimages il lungometraggio d’animazione Une vie de chat di Alain Gagnol e Jean-Loup Felicioli, realizzato con oltre 6.000 pastelli a cera acquerellabili che riproducono la magia delle notti parigine dove si aggira il simpatico gatto Dino, commentato da sax a sonorità jazz. L’insolita coppia Rémi Bezançon e Jean-Christophe Lie firma Zarafa, ancora cinema di animazione prodotto con tecniche tradizionali: un road-movie che ripercorre il lunghissimo viaggio dal Sudan a Parigi di un bambino e una giraffa, con un susseguirsi di colpi di scena e di repentini cambi di ambientazione. Ancora cinema per bambini, e non solo, con La nouvelle guerre des boutons di Christophe Barratier; ispirato al classico di Louis Pergaud, e remake del film di Yann Samuell, racconta le avventure, i giochi e le battaglie dei bambini del villaggio di Longeverne, all’epoca della Francia occupata e della Repubblica di Vichy.

La Casa del Cinema ospita i due film di chiusura del Festival: per la seconda edizione di Rendez-vous, una madrina d’eccezione, Carole Bouquet, interprete di Impardonnables, ultimo film di André Téchiné, da rivedere in un omaggio al cinema del passato, Quell’oscuro oggetto del desiderio di Luis Buñuel; e la versione remasterizzata del capolavoro di Georges Méliès, Viaggio nella Luna, realizzato nel 1904 (la navicella spaziale che si schianta sull’occhio umano della Luna è una sequenza entrata nell’immaginario collettivo). L’Institut français – Centre Saint-Louis dedica un focus al talentuoso Mathieu Kassovitz: attore, regista, autore e produttore. Il ritratto attraverso i film di uno degli artisti più contraddittori, provocatori e amati del cinema francese.

L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici presenta una vetrina del giovane cinema francese: ancora film che hanno girato i festival d’Europa, premiati dalla critica, ma rimasti Oltralpe, senza arrivare al pubblico italiano gli schermi italiani. Opere prime, film inediti carichi di soggetti e stili innovativi confermano le tendenze di una nouvelle vague di registi emergenti, come Valérie Massadian, premio Pardo per la migliore opera prima al Festival di Locarno, Bruno Rolland che firma Léa, la sua prima sceneggiatura, assieme all’attrice Anne Azoulay, film rivelazione candidato al Festival di Cannes, e l’attrice Estelle Larrivaz, che si cimenta come regista con Le paradis des bêtes, affrontando un argomento tabù come la violenza domestica con un registro originale che mescola i generi: dramma, favola e thriller.

 

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Scritto da lunedì 16 aprile 2012
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