Festival e premi

Continua il trionfo di The Artist: il melodramma sentimentale di Michel Hazanavicius che rende omaggio alla Hollywood del muto ha ottenuto quattro premi alla 17° edizione dei Broadcast Film Critics Award, i riconoscimenti dei critici di radio, Tv ed internet, assegnati questa notte all’Hollywood Palladium e considerati fra i trofei più prestigiosi dell’award-season americana. The Artist ha ricevuto i Broadcast Film Critics Award per miglior film, miglior regia, miglior colonna sonora (Ludovic Bource) e migliori costumi (Mark Bridges) su un totale di undici candidature.

La pellicola di Hazanavicius ha sbaragliato il suo principale concorrente, il film d’avventura Hugo Cabret di Martin Scorsese, che su undici nomination ha dovuto accontentarsi di un unico trofeo per le scenografie di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo. Grande successo invece per The help, il dramma sul razzismo diretto da Tate Taylor, che ha conquistato tre Broadcast Film Critics Award su otto candidature: quello per la miglior attrice a Viola Davis, quello per la miglior attrice supporter a Octavia Spencer e quello per il miglior cast.

Tutto secondo le previsioni anche nelle altre categorie. Il premio come miglior attore è stato attribuito a George Clooney, padre di famiglia tormentato nell’apprezzato Paradiso amaro di Alexander Payne (sette nomination), mentre il premio come miglior attore supporter è andato al veterano Christopher Plummer per la sua interpretazione del padre gay del personaggio di Ewan McGregor nella commedia Beginners. Il giovanissimo Thomas Horn è stato premiato invece come miglior attore giovane per il ruolo da protagonista in Molto forte, incredibilmente vicino di Stephen Daldry.

Woody Allen ha vinto il Broadcast Film Critics Award per la miglior sceneggiatura originale grazie alla commedia Midnight in Paris, mentre Aaron Sorkin e Steven Zaillian hanno ricevuto il trofeo per la miglior sceneggiatura adattata per L’arte di vincere di Bennett Miller. Rango di Gore Verbinski è stato eletto miglior film d’animazione; il Broadcast Film Critics Award per il miglior film straniero è andato all’iraniano Asghar Farhadi per il dramma familiare Una separazione, mentre la miglior commedia dell’anno è Le amiche della sposa di Paul Feig.

L’acclamato thriller Drive, diretto da Nicolas Winding Refn e candidato a otto premi, ha ottenuto soltanto quello come miglior film d’azione. Martin Scorsese, in lizza per Hugo Cabret, è stato premiato per il miglior documentario grazie al film George Harrison - Living in the material world. Il kolossal War Horse, diretto da Steven Spielberg e forte di sette nomination, si è aggiudicato la statuetta per la fotografia di Janus Kaminski, premiato ex-aequo con Emmanuel Lubezki per The tree of life di Terrence Malick. Il premio per il miglior montaggio è andato al thriller Millennium - Uomini che odiano le donne di David Fincher.

Harry Potter e i doni della morte - Parte II, capitolo conclusivo della saga fantasy sul giovane mago di Hogwarts, ha vinto due premi, miglior trucco e miglior sonoro, mentre L’alba del pianeta delle scimmie è stato ricompensato per gli effetti speciali. Infine, come miglior canzone è stata eletta Life’s a happy song, tratta dal film I Muppet. Nessuna sorpresa, quindi, in una stagione dei premi in cui si sono già imposti dei chiari favoriti in tutte le categorie: domenica notte, con la cerimonia dei Golden Globe, vedremo se questi stessi favoriti verranno “confermati” in vista della prossima edizione degli Oscar.

 

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Scritto da Stefano Lo Verme Venerdì 13 Gennaio 2012
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