Fra le pellicole in concorso alla prossima edizione degli Oscar, uno dei titoli che hanno riscosso maggior successo è L’arte di vincere, che ha conquistato ben sei nomination, fra cui quelle come miglior film dell’anno e per Brad Pitt come miglior attore. Diretto da Bennett Miller (al suo secondo lungometraggio dopo l’apprezzato Truman Capote) e sceneggiato da Aaron Sorkin e Steven Zaillian a partire dal libro Moneyball di Michael Lewis, L’arte di vincere è basato sulla vera storia di Billy Beane, general-manager della squadra di baseball degli Oakland Athletics, e della sua proficua collaborazione con un giovane e brillante neo-laureato in economia, Peter Brand (Jonah Hill, candidato all’Oscar come miglior attore supporter).
Negli Stati Uniti L’arte di vincere ha ricevuto un’ottima accoglienza da parte di critica e pubblico, conquistando diversi riconoscimenti (fra cui il Broadcast Film Critics Award per la miglior sceneggiatura e due New York Film Critics Award) e incassando 75 milioni di dollari, con quasi dieci milioni di spettatori, mentre qui in Italia sarà nelle sale a partire da domani. Oltre alla nostra recensione in anteprima del film, vi proponiamo di seguito la trama de L’arte di vincere, la locandina, il trailer italiano e una video-intervista all’attore Brad Pitt.
LA TRAMA
L’arte di vincere è basato sulla storia vera di Billy Beane (Brad Pitt). All’inizio della carriera, la sua aspirazione era quella di diventare un eroe del baseball ma, dopo numerose delusioni e fallimenti sul campo, Beane decide di rivolgere la sua forte natura competitiva al management. Durante la stagione 2002, Billy si trova ad affrontare una difficilissima situazione: la sua squadra, la Oakland A’s, ha perso i giocatori migliori che passano a club più importanti dietro offerta di salari enormi: Billy è costretto, quindi, a ricostruire la sua squadra avendo a disposizione un terzo della busta paga per i suoi giocatori.
Deciso a vincere, Billy cerca di cambiare il sistema e sfida le regole fondamentali del gioco. Cerca la soluzione al di fuori del mondo del baseball, studia le teorie ormai abbandonate di Bill James e ingaggia Peter Brand (Jonah Hill), un intelligente economista "macina-numeri" che ha studiato a Yale. I due mettono insieme saggezza e volontà di esaminare ogni dettaglio grazie ad analisi statistiche computerizzate ignorate completamente dalle organizzazioni del baseball. Così facendo, arrivano a conclusioni che sfidano ogni tipo di immaginazione e ricercano giocatori dimenticati dal mondo del baseball. Mentre Billy e Peter continuano sulla loro strada, i loro metodi nuovi irritano la vecchia guardia, i media, i tifosi e il loro allenatore (Philip Seymour Hoffman), che si rifiuta di collaborare con loro.

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