Dopo quasi sei anni dall’uscita al cinema del precedente “Animanera”, il regista Raffaele Verzillo ritorna nelle sale con la piccola produzione nostrana “100 metri dal paradiso”, e decide oltretutto di abbandonare il genere drammatico per approdare sugli ormai conosciuti lidi della commedia. Prese le distanze dalla fiction televisiva “Un medico in famiglia”, il regista casertano si butta a capofitto su un progetto singolare ma dal sapore quotidiano, che unisce due degli elementi più caratterizzanti dell’Italia: il mondo ecclesiastico e quello sportivo. E lo fa con genuinità e spensieratezza, dando vita ad una sceneggiatura efficace e mai volgare.Certo, lo stile del film è quello semplice ed immediato tipico delle fiction televisive, ma con il supporto di un incredibile e variopinto cast questa commedia non incontra particolari battute d’arresto ed entra facilmente nel cuore dello spettatore. Come spiega Verzillo: “Il nostro unico riferimento è stato “Full monty”; non abbiamo preso come modelli film che trattassero di sport, volevamo creare una sorta di Armata Brancaleone il cui punto di forza fosse principalmente l’idea di unione, il concetto di gruppo”. “100 metri dal paradiso” si propone dunque come una sorta di favola moderna, che con semplicità ma senza troppa frivolezza racconta una commedia in stile anni ’50 che si presta facilmente ad essere apprezzata da un pubblico di tutte le età.
Voto dell'autore 3.4/5

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Recensione musicata -
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