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Scheda del film
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Trama e recensione del film |
Mel Coplin, sposato con Nancy e da poco padre, sente l'esigenza di incontrare i suoi veri genitori, essendo stato adottato da una coppia quando era piccolo, e decide di intraprendere un viaggio alla ricerca dei genitori. Oltre alla moglie e al figlio, si unisce al viaggio la sexy aspirante psicologa Tina Kalb, che lavora per un'agenzia di adozioni. La ricerca sarà difficile e piena di imprevisti, tra genitori sbagliati, equivoci e tradimenti.
Premiato dal pubblico al Sundance Festival di Robert Redford, “Amori e disastri” è la seconda opera del regista e sceneggiatore David O. Russell, cineasta noto per l’ottimo “Three Kings” e per alcune storiche baruffe con i propri attori. Il film è una commedia con qualche sfumatura demenziale che ha ottenuto al botteghino un buon riscontro (14 milioni incassati a fronte di 7 di budget). Protagonisti principali sono Mel Coplin (Ben Stiller), sua moglie Nancy (Patricia Arquette) e la psicologa Tina Kalb (Téa Leoni), che nel tentativo di trovare i veri genitori di Mel coinvolge la coppia in un viaggio alquanto rocambolesco.
Sia la storia che i personaggi, soprattutto quelli secondari, si contraddistinguono per la loro bizzarria, provocando nello spettatore un buon numero di risate (veramente “di fuori” i due genitori naturali di Mel, che vanno avanti a suon di LSD). Ciò che talvolta disturba sono però taluni eccessi, con situazioni che paiono un po’ caricate e dialoghi non proprio fini. Seppure non influiscano direttamente sull’efficacia della pellicola, vanno poi segnalati alcuni evidenti errori di continuità (il figlio di Mel ha talvolta gli occhi chiari e talvolta gli occhi scuri, praticamente due bambini diversi), sintomo di un direttore della fotografia piuttosto disattento.
Buono il cast, che vede fra i comprimari degli ispirati Richard Jenkins (forse il personaggio più riuscito del lotto), Josh Brolin ed Alan Alda. “Amori e disastri” è una commedia non priva di pecche, ma che conquista con il brio delle vicende surreali messe in scena. Fra le righe anche un po’ di sarcasmo sulla attendibilità di alcuni dettami della psicologia, tipo “per capire chi sei devi sapere da dove vieni”.
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Scritta da Manuel Celentano giovedì 18 giugno 2009, letta 917 volte
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