Presentato al Festival di Venezia del 1986, “Camera con vista” è stato il primo grande successo internazionale nella carriera del regista americano James Ivory e del suo storico produttore, l’indiano Ismail Merchant. Tratto dallo splendido romanzo omonimo di Edward Morgan Forster, considerato un classico della letteratura inglese, questo film è uno dei tre adattamenti della ditta Ivory / Merchant dalle opere del celebre autore inglese, al quale seguiranno negli anni successivi “Maurice” (1987) e “Casa Howard” (1992). Caratterizzata da un cast eccellente, da una regia di alta classe e da un’impeccabile ricostruzione dell’Inghilterra e dell’Italia di inizio secolo, la pellicola ha ricevuto moltissimi riconoscimenti in tutto il mondo, inclusi tre premi Oscar per la sceneggiatura, la scenografia e i costumi.Protagonista del film è il personaggio di Lucy Honeychurch, interpretata dalla giovanissima Helena Bonham Carter (al suo debutto sul grande schermo): una ragazza ancora timida e inesperta che, nel momento del passaggio dall’adolescenza alla maturità, si troverà divisa tra gli obblighi imposti dalle rigide convenzioni sociali dell’Inghilterra edoardiana e le ragioni del cuore, che la spingeranno fra le braccia dello stravagante e passionale George Emerson (Julian Sands). A fare da cornice a questa delicata storia d’amore sono gli incantevoli panorami di Firenze e della Toscana e i suggestivi paesaggi della campagna inglese, illuminati dalla magnifica fotografia di Tony Pierce-Roberts. Proprio il contrasto fra le regole di una società chiusa e conservatrice e le pulsioni dell’animo e dei sentimenti, assai ricorrente nella produzione di Forster, sarà una tematica centrale anche nel cinema di Ivory, che qui raggiunge uno dei suoi migliori risultati.
La sceneggiatura di Ruth Prawer Jhabvala, nota scrittrice e fedele collaboratrice di Ivory fin dagli Anni ‘60, riesce a trasportare sullo schermo tutta la leggerezza e l’arguta ironia del capolavoro di Forster, grazie soprattutto ad una squadra di formidabili interpreti tra i quali non si può non citare una strepitosa Maggie Smith nella parte di Charlotte Bartlett, la matura cugina di Lucy. Le bellissime scenografie di Gianni Quaranta e Brian Ackland-Snow, i costumi di Jenny Beavan e John Bright e le musiche di Richard Robbins contribuiscono in maniera essenziale all’indubbia eleganza stilistica dell’intera pellicola.
Voto dell'autore 4.3/5

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Recensione musicata -
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