Ed anche la serie basata sui popolari libri di Jeff Kinney, “Diario di una schiappa”, arrivò al suo terzo capitolo dopo il buon successo in sala dei due primi episodi. Alla regia di “Diario di una schiappa 3 - Vita da cani” c’è il confermato David Bowers ed il cast è il medesimo dei precedenti capitoli, senza alcuna defezione. Basato sul terzo e quarto libro della serie letteraria, il film non cambia di molto lo stile e le tematiche, con al centro sempre le disavventure preadolescenziali di Greg, che questa volta popola il suo fumettoso diario di un’estate ricca di imprevisti.Per chi ha gradito la serie fin dall’inizio (come il sottoscritto), tornare nel piccolo e simpatico mondo di Greg è un vero piacere. La struttura episodica, che ricalca per l’appunto quella di un diario, si rivela, come per le scorse pellicole, ricca di gag semplici ma efficaci, che scorrono sullo schermo in maniera piuttosto naturale (una su tutte la storiella della “mano fangosa”). Punto di forza sono ancora i personaggi di contorno, dall’amico del cuore Rowley al mefistofelico fratello Rodrick (anche se qui è trattato marginalmente), fino a papà Heffley, che in questo capitolo ha un ruolo più centrale. Difatti il rapporto padre-figlio è alla fine il tema che fa da collante al tutto (come lo era stato quello di Greg con il fratello nell’episodio precedente), ed è trattato con la giusta leggerezza ed attenzione, anche se in alcune dinamiche risulta piuttosto scontato, se non leggermente melenso (ma gli americani quando parlano dell’argomento famiglia ci finiscono spesso).
Insomma difficile rimanere delusi, anche perché sostanzialmente il canovaccio è sempre il solito, e se questo da una parte non dispiace per la naturale simpatia verso i protagonisti, sembra comunque segnare la fine della serie, che non sembra lasciare spazio ad evoluzioni degne di altri seguiti; anche perché tutti crescono e Greg sembrerebbe pronto ad abbandonare il suo diario-rifugio.
Voto dell'autore 3.4/5

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Recensione musicata -
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