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Scheda del film

Il circo
Titolo originale: The Circus
Genere: Commedia
Nazione: U.S.A.
Anno di produzione: 1928
Data di uscita al cinema: n.d.
Durata: 71 Minuti
Regia:
Interpreti:, , ,
Premi: n.d
4.40/ 5

Voto Staff Filmedvd

Film considerato Da vedere
sulla base di 4 voti
178° su 3913 in assoluto
24° su 795 nel genere Commedia
28° su 78 nei film antecedenti al 1940
3.67/ 5

Voto utenti Filmedvd

Film considerato Da vedere
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Trama e recensione del film Il circo

Charlot è perseguitato dalla sfortuna, ed è la continua vittima di una serie di equivoci. Prima viene inseguito dalla polizia, perché scambiato per un ladro; e poi, per sottrarsi alla cattura, finisce sulla pista di un circo durante lo spettacolo. E, tanto per cambiare, viene confuso per un clown ed applaudito a piene mani, al punto da essere scritturato anche per gli spettacoli successivi.

Il circo“Il circo” valse al suo produttore, regista ed interprete, Charlie Chaplin, il primo premio Oscar speciale nella storia degli Academy Award. Nonostante questo, il grande comico maturò una certa antipatia per questo suo lavoro, fra i più autobiografici della sua filmografia visti i suoi trascorsi nel mondo del circo, per colpa delle mille sfortune che si portò dietro nella fase di lavorazione (apparecchiature danneggiate, set derubati…) e nella fase di distribuzione (il film rischiò di rimanere in un cassetto per via del blocco dei beni intentato dalla ex moglie di Chaplin, Lita Grey). Nel 1970 però il regista ritornò a metterci le mani, componendone una traccia musicale e cantando personalmente la bella canzone nei titoli di testa: questa è la versione di cui di seguito si parla.

Il film vede come protagonista l’amato personaggio del “Vagabondo”, questa volta alle prese con una serie di disavventure che lo portano ad esibirsi in un circo. Le gag si susseguono a grande ritmo, con, ad un certo punto, Chaplin che crea sketch su sketch (nella fase del provino, quando prova a replicare dei numeri circensi), gag che mettono in mostra tutte le sue grandi qualità: l’eccezionale mimica (fenomenale quando si finge un manichino); l’inesauribile creatività, accompagnata spesso da solide doti tecniche (guardare lo sketch del labirinto di vetro). Chaplin, fra una peripezia e l’altra, ha anche modo di affrontare questioni poi riprese nel celebre “Luci della ribalta”, come la crudeltà del mondo dello spettacolo (qui rappresentata dal tirannico direttore del circo) e la volubilità della parola magica “successo”.

Come nel precedente “La febbre dell’oro” non manca la parentesi sentimentale, qui però più dolente; Charlot alla fine difatti rinuncia al suo grande amore, ma non se ne dispiace poiché ha contribuito comunque alla sua felicità. Un’opera messa spesso in secondo piano quando si parla del comico, cosa normale visto il livello della sua produzione, ma che merita di essere recuperata.


Voto dell'autore 4.3/5
, consultata 5109 volte
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