Cosa succede se un nevrotico collaudatore di attrezzature prodotte da una grande azienda viene lasciato dalla propria fidanzata e decide di fare una vacanza in un turbolento paesino sudamericano? Secondo Woody Allen, non potrà far altro che finire impelagato nella lotta fra il locale dittatore e il solito gruppetto di rivoluzionari falliti, finendo addirittura per diventare il presidente dell'anonimo stato, come accade nel film "Il dittatore dello stato libero di Bananas".Sì, forse l'avrete capito, la storia è solo un pretesto per legare assieme alcuni sketch e il risultato, strizzando molto l'occhio alla slapstick comedy, non è malvagio. In effetti si sorride osservando il maldestro Fielding Mellish alle prese con le donne, con la rivoluzione, con il perbenismo americano e con i tragicomici ingranaggi della giustizia, ma quello che rimane è purtroppo un po' poco. Alcune scenette sono riuscite, alcune battute strappano la risata, ma l'impianto generale fatica a reggersi in piedi, e se inizialmente poteva esserci anche solo una vaga critica alla politica estera americana e, parallelamente, ai movimenti rivoluzionari che s'incancreniscono ogni volta che giungono al potere, alla fine rimane appunto solo un sorriso. Non è poco, ma si poteva fare di più.
Bravo come al solito Woody Allen, mentre gli altri attori fungono solo da spalla, nel classico spirito della commedia, e anche la fidanzata di Allen / Mellish, interpretata da Louise Lasser (ex-moglie di Allen), non riesce a dare nulla di più che un abbozzato ritratto della classica studentessa politicamente impegnata ma un po' superficiale.
Voto dell'autore 3/5

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Recensione musicata -
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