Operazione coraggiosa quella del regista Shawn Levy, che riporta sullo schermo le disavventure dell'ispettore Clouseau interpretato questa volta da Steve Martin, difatti i precedenti film fatti senza Peter Sellers, "La Pantera Rosa - Il mistero Clouseau" e "Il figlio della Pantera Rosa", sono stati dei mezzi fallimenti. Ma la fortuna si sa aiuta gli audaci, e questo nuovo "La pantera rosa" si è rivelato invece un discreto successo (a livello, ben intesi, di botteghino). Merito della riuscita è sicuramente l'estrema umiltà (forse troppa) con cui il film si pone nei confronti dello spettatore e la massima riverenza per la serie originale. Anzi questa pellicola, come è evidente già dalla scelta del suo protagonista (Steve Martin non è certo la fotocopia di Sellers), non cerca in tutti i modi di ricalcare le impareggiabili peculiarità degli episodi precedenti ma prova a percorrere strade diverse. Certo i riferimenti ai vecchi film sono molteplici ma non ci troviamo davanti ad una sorta di "operazione nostalgia". Steve Martin alla fine è più vicino al comico che conosciamo che non l'alter ego di Sellers, mentre Kevin Kline è forse il personaggio più fedele al suo predecessore, l'ispettore capo Dreyfus. Una via di mezzo piuttosto mal riuscita è la figura dell'aiutante di Clouseau interpretato da Jean Reno che dovrebbe essere il Cato (il celebre domestico assalitore) della situazione.
Un remake che tutto sommato regala uno spensierato intrattenimento e fa scappare qualche risatina. Magari poteva essere infuso un maggior sforzo nello scrivere la sceneggiatura, decisamente frivola, e che poi dà un immagine del calcio veramente risibile (per esempio ditemi voi come fa la Cina ad arrivare nelle semifinali di una competizione internazionale!).
Voto dell'autore 2.8/5

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Recensione musicata -
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