Il titolo "L'uomo che fissa le capre", bisogna ammetterlo, è uno dei più divertenti degli ultimi anni; il cast è di altissimo livello e annovera tra gli altri l'impegnato George Clooney, Ewan McGregor, il recentemente premiato agli Oscar Jeff Bridges (anche se per un altro film) e Kevin Spacey; la sceneggiatura è frizzante e attuale. Il mix sembra quindi vincente, eppure questo ultimo lavoro di Grant Heslov non si può certo definire un capolavoro.Si potrebbe forse pensare che a perdersi tra le soffocanti sabbie del deserto iracheno non siano stati solo i protagonisti ma anche gli sceneggiatori e forse lo stesso regista, dal momento in cui, dopo un promettente inizio, il film perde quella carica allegra e dinamica che lo caratterizzava e scivola in una serie di banalità e semplificazioni che rendono il finale quanto mai scontato e prevedibile. Eppure tutto parte molto bene, le scene divertenti sono numerose e l'impressione di essere davanti ad una brillante commedia c'è tutta. Con il passare del tempo ci si rende però conto che i personaggi non vengono approfonditi a sufficienza e difficilmente si può arrivare ad appassionarsi per la loro sorte. La regia poi scorre piuttosto lineare, quasi incolore, e sembra incapace di supportare degnamente la profonda espressività e la notevole bravura di alcuni attori, su tutti George Clooney. Non c'è dubbio infatti che la prova di Clooney sia una delle cose migliori di questo film, risultando capace di trasmettere una sorta di ragionata follia perfettamente in linea con le caratteristiche del personaggio.
Per quanto riguarda gli altri attori non si può dire nulla di negativo, ma è certo che Ewan McGregor, Kevin Spacey, Jeff Bridges e Stephen Lang (il cattivo di "Avatar") hanno offerto in molti altri casi prove decisamente migliori. Quello che rimane alla fine è un po' di rammarico, pensando a ciò che poteva essere e invece non è stato, perché quello a cui ci troviamo davanti è un film divertente ma solo a sprazzi, interessante e insolito ma solo per l'idea iniziale, che può meritare una visione senza però aspettarsi troppo.
Voto dell'autore 3.1/5

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Recensione musicata -
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