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Scheda del film

Molière in bicicletta
trailer del film
Titolo originale: Alceste à bicyclette
Genere: Commedia
Nazione: Francia
Anno di produzione: 2013
Data di uscita al cinema: 12/12/2013
Durata: 104 Minuti
Regia:
Interpreti:, , ,
Premi: n.d
3.65/ 5

Voto Staff Filmedvd

Film considerato Da vedere
sulla base di 4 voti
1974° su 3955 in assoluto
287° su 806 nel genere Commedia
85° su 255 nell' anno 2013
3.22/ 5

Voto utenti Filmedvd

Film considerato Passabile
sulla base di 4 voti
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Trama e recensione del film Molière in bicicletta

Serge Tanneur si ritira come un asceta in una casa sull'Île de Ré, abbandonando la sua carriera d'attore. Il suo taciturno romitaggio viene improvvisamente sospeso dall'arrivo del collega ed amico Gauthier Valence, che gli offre di tornare in auge grazie alla messa in scena de “Il misantropo” di Molière. Tra una prova e l'altra, Serge pare rinnovare l'amicizia e la sua gioia di vivere, ma l'incontro inatteso con l'italiana Francesca farà sì che i rapporti si rivelino meno facili del previsto...

Molière in bicicletta“Riscontro dovunque solo vili lusinghe, ingiustizia, interesse, scaltrezza, tradimento; non posso contenermi, mi adiro, e mi propongo di mandare all'inferno tutto il genere umano”: è il pensiero sinottico dell'ultima fatica di Philippe Le Guay, “Molière in bicicletta”, presentata al 31° Torino Film Festival, nella quale si disciolgono rimandi letterari e biografici, in un gioco di specchi analitico e ricercato. È lo stesso Fabrice Luchini, riconfermando il sodalizio con il regista (hanno già lavorato insieme ne “Le donne del 6° piano”, “Il costo della vita”, “L'année Juliette”), ad impiantare il germe di questa commedia arguta e graffiante. “Sei un vero misantropo, confinato nel suo rifugio!”, gli dice Lambert Wilson durante il loro incontro su due ruote, e lungo gli stagni Luchini acclama entrambi i ruoli principali dell'opera, Alceste e Philinte, facendo affiorare una memoria e un amore per la letteratura francese che pochi possono permettersi. Da qui nasce “Alceste à bicyclette”, un nuovo duello di attori (a meno di un mese dall'antecedente e affine “Venere in pelliccia” di Roman Polanski), presentato al pubblico italiano con il più digeribile titolo “Molière in bicicletta”.

I personaggi di Serge e Gauthier, dissimili per fama e formazione, rappresentano dunque un omaggio alle personalità di regista e attori: da una parte la diffida della generosità, l'esaltazione dell'utilitarismo umano, il pragmatismo; dall'altra l'indulgenza, l'ottimismo, con una punta di narcisismo. Malgrado le grandi diversità dei protagonisti, la loro sfida a colpi di versi (ispirata a scene di duello come quella in “Scaramouche” di George Sidney) ha una conclusione piena e costruttiva, e ognuno passa all'altro il proprio vantaggio di modo da farsi del bene reciproco. In questo processo creativo, Serge non è più l'uomo affranto dalla misantropia introspettiva e vendicativa, ma quello del nobile distacco, potendo così passare il testimone a Francesca: interpretata da Maya Sansa, è il personaggio che lega e slega atipicamente (anche a livello linguistico) i due uomini e, volendo, la vera esponente dell'asocialità. Il regista rilegge la parte charmante e seduttiva di Célimène, plasmando una donna vagamente burbera che provoca e disarma l'ascetismo profondo di Serge; esilarante la scena dei due in macchina, accompagnata da “Il mondo” di Jimmy Fontana, nella quale Serge capisce che in fin dei conti non è lui ad essere “l'ultimo rimasto”.

Gauthier, dal suo canto, si mette nelle mani di Serge che gioca con la sua disillusa aspirazione, in una dipendenza dalla quale l'uscita spasmodica ma liberatoria gli sarà difficile da varcare. Sulla precarietà del filo tra dramma e commedia, il trittico Luchini / Wilson / Sansa ha portato più di un milione di francesi al cinema, inscenando la libertà dell'attore, i giochi di potere e le riconciliazioni. La pièce, ripetuta e reiterata allo streguo di una litania, è un'ulteriore messa in scena delle fragilità e delle sottili ipocrisie di un presente gravoso, alla ricerca di una rivalsa nell'arte che eleva lo spirito e la carne viziosa. Questo tracciato teatrale saprà, alla fine, ristabilire l'ordine delle cose, arenando Serge sulla spiaggia e smascherando Gauthier sul palco. Eccezionali gli interpreti: in particolar modo Fabrice Luchini riconferma la sua sublime e raffinatissima abilità recitativa in un film prettamente di nicchia, e che pertanto rischia di diventare il nuovo “incompreso”. Nota di merito a Jean-Claude Larrieu, che decora la pellicola con una fotografia del tutto pregevole.


Voto dell'autore 3.9/5
, consultata 2004 volte
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