A fine visione è difficile trovare una risposta al titolo interrogativo “È nata una star?”, visto l'epilogo alquanto evanescente del film. Sicuramente però possiamo asserire che da questa trasposizione dell'omonimo romanzo breve dello scrittore inglese Nick Horby (breve davvero, visto che si riesce a leggerlo in un'ora) non è nata una bella commedia, anzi siamo sotto i limiti della sufficienza. Il problema principale è che la simpatica idea di base non riesce ad essere approfondita dallo sceneggiatore e regista Lucio Pellegrini (“Figli delle stelle”) al punto da reggere un film intero.Manca costrutto con i personaggi principali, i due genitori della futura pornostar (?), che vagano in mezzo ad un racconto episodico spinti da motivazioni assai deboli; alcuni frangenti poi sono palesi riempitivi che hanno anche il grosso difetto di non produrre niente, né risate né altro. Al di sopra della storia si pone la voce narrante di Lucia (Luciana Littizzetto), che cerca di dare un senso filosofico a questo piccolo e sconvolgente evento familiare, andando a recuperare un po' la natura del testo di Horby; ma di tutto il suo discorso si fa davvero fatica a capire il significato, non perché sia complicato ma perché sembra ragionare su altro rispetto a quanto mostrato.
Va detto poi che la brava Littizzetto qui non riesce a sorreggere il proprio personaggio, trovandosi in difficoltà nei momenti più riflessivi. Si salva solo Rocco Papaleo, a cui è demandata buona parte della puerile vis comica della sceneggiatura, anche se il comico pugliese viaggia ai limiti della macchietta. Le musiche sono composte dall'ottimo Brunori Sas, uno dei cantautori emergenti più interessanti del panorama italiano, ma non bastano a rendere scorrevole una pellicola piuttosto sottotono.
Voto dell'autore 2.7/5

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Recensione musicata -
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