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Scheda del film
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Trama e recensione del film |
Due storie che si intersecano sullo sfondo della Grande Mela a Natale. Un giovane chirurgo, Filippo, ottiene solo quattro giorni di permesso dal suo primario per poter andare a sposarsi a New York, ed oltretutto dovrà pure trovare il tempo di portare un regalo al figlio del primario che studia nella città insieme a suo cugino. La seconda storia vede Lillo sposato con la donna più ricca d'Europa ed incastrato da un contratto matrimoniale che vieta qualsiasi tradimento, pena il divorzio e nemmeno un euro di alimenti. Rimasto fedele per vent'anni, Lillo crolla quando incontra Barbara, anche lei sposata con un plurimilionario e sottoposta allo stesso contratto matrimoniale di Lillo.
Nuovo capitolo della più fortunata (e criticata) serie italiana degli ultimi anni, "Natale a New York" naturalmente presenta la sua maggiore novità nel non vedere più sullo schermo la coppia Boldi-De Sica. Questo fattore onestamente ha giovato al cine-panettone di quest'anno, che fra gli ultimi sembra quello più apprezzabile. Tale progresso rispetto ai capitoli precedenti è dovuto a diverse scelte azzeccate (più o meno volute) del regista Neri Parenti. Prima di tutto il film sembra più vincolato ad un target di pubblico adulto, e questo è un bene visto che l'assenza di alcune fanciullesche gag di Boldi, che non rimpiangiamo, evita che possano essere attratti in sala anche i più piccoli.
Secondo elemento è l'ambientazione, New York è una città cinegetica per natura (la compagnia di De Sica già nel 2001 doveva approdare nella grande mela ma poi ci fu il tragico attentato alle torri gemelle) e con le sue decorazioni ci fa respirare pienamente l'atmosfera natalizia. Terzo elemento è il cast: finalmente sono scomparse le macchiette, messe lì solo per strappare una risata ogni tanto con la loro strambezza, e la bella statuina di turno (l'indiziata sarebbe la Canalis, però non tedia eccessivamente con la sua interpretazione). Gli attori comici presenti poi, oltre a coprire interamente con le loro origini l'intera penisola, sono abbastanza in forma, soprattutto De Sica, quasi rigenerato dalla separazione con Boldi. A questi positivi fattori si aggiunge una sceneggiatura, da sempre il tasto dolente, meno dozzinale del solito: le situazioni paiono un po' più costruite ed il meccanismo degli "equivoci" funziona abbastanza bene e diverte, in particolare nella vicenda legata a De Sica e Ghini, che riesce anche ad interessare lo spettatore. Inoltre il tasso di volgarità è ridotto e le trivialità sono poche e tollerabili.
Naturalmente però non mancano diversi limiti a quest'opera. La durata (quasi due ore) è francamente eccessiva, le trovate veramente originali sono pochissime ed il divertimento è alla fine moderato, e la vicenda interpretata da Bisio e De Luigi è piuttosto banale e prevedibile, con un tocco di giovanilismo abbastanza irritante. In conclusione una commedia sufficiente che finalmente non fa rimpiangere il tempo della visione.
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Scritta da Manuel Celentano giovedì 21 dicembre 2006, letta 6163 volte
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