Dopo aver visto "Ricky Bobby" non è difficile spiegarsi perché questa pellicola con protagonista il comico Will Ferrell (quello di "Elf") abbia avuto grande successo solo negli States. Dall'ambiente in cui è narrata la storia, quello della corse Nascar, gare molto seguite solo in America in cui concorrono vetture da strada modificate, alla satira sui cibi preconfezionati o la degenerazione dell'educazioni dei figli, problemi fortunatamente ancora non così pressanti anche da noi, fino allo stile comico di matrice "demenziale", il film strizza in continuazione l'occhio ai propri spettatori a stelle e strisce.Noi qui, dall'altra parte dell'oceano, assistiamo ad uno spettacolo zoppicante, che non sembra del tutto riuscito. Soprattutto la parte iniziale, quella posta prima dell'incidente che cambierà la vita del protagonista, il pilota Nascar Ricky Bobby, è un vero e proprio pastrocchio che, a ruota libera, alterna scene d'azione di gare automobilistiche con gag decisamente sciocche e inverosimili, tant'è che non si capisce se siamo davanti ad una parodia o ad una più convenzionale commedia. Inoltre si fa fatica a ridere. Fortuna che la pellicola nella sua seconda parte inizi a funzionare e a giustificare un minimo perché gli americani l'abbiano premiata con più di 140 milioni di dollari d'incasso. Il classico racconto dell'uomo che all'apice del successo deve ripartire da zero, seppur poco originale, appassiona, ed in più, grazie ad una serie di esilaranti situazioni (in primis la rieducazione alla guida di Ricky, orchestrata dal bizzarro padre, uno dei personaggi più simpatici del film), diverte non poco.
Un film dunque che parte male ma si rifà abbastanza bene all'arrivo ql traguardo. Come già detto forse troppo auto-referenziale, e in generale la comicità e la caratterizzazione dei personaggi non pare sempre ben calibrata, comunque grazie anche al buon cast di attori proposto, tra cui il macchiettista Sacha Baron Cohen (famoso come "Borat"), ed un pacchetto "tecnico" tutt'altro che dozzinale, si guadagna la sufficienza.
Voto dell'autore 3.0/5

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Recensione musicata -
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