“Somewhere”, ovvero “da qualche parte”, è un titolo che si sposa perfettamente con l’ultimo lavoro di Sofia Coppola (regista del cult “Lost in translation”), premiato con il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia 2010. È difatti una pellicola disorientante, che non ha punti di riferimento e una collocazione precisa, il ritratto di un vuoto senza geografia, difficile da riempire. Protagonista quasi assoluto è Johnny Marco, una star del cinema completamente assuefatta ad una vita solo sulla carta invidiabile, sempre rapito dalla consapevolezza di non trovarsi nel luogo giusto mescolata alla paura di non sapere dove andare.La Coppola, grazie ad una carismatica e coraggiosa regia, corroborata da una fotografia bella ed ovattata, fa trapelare con grande efficacia quanto sopra descritto, tanto che oltre a viverla l’inedia di Marco ci troviamo anche a comprenderla. La felicità in fondo non può risiedere certo in una serie di spogliarelli ed eccessi alcolici, ma si cela nelle cose più semplici e lampanti, come può essere scoprire le passioni della propria figlia: concetti che accomunano in parte il film a “Lost in traslation”, poiché anche qui non si narra di una storia ma bensì di una condizione. Una scelta che rende inevitabilmente lo spettacolo non proprio adatto a tutti i palati, soprattutto a chi nel cinema vuole rifugiarsi in una trama rassicurante composta da inizio, svolgimento e fine.
Va detto comunque che spesso la Coppola indugia troppo in alcune riprese, rischiando qua e là di annoiare; difatti il significato di diverse scene arriva allo spettatore ben prima dello stacco di montaggio, anche se il ritmo globale sembra ben calibrato per gli scopi del film. Bravi i protagonisti, con la coppia Stephen Dorff / Elle Fanning (sorella della nota Dakota) piuttosto naturale e credibile, mentre curata risulta la colonna sonora, anche se meno invadente rispetto alle opere precedenti della Coppola. “Somewhere” è una pellicola sicuramente non perfetta ma in grado di lasciare qualcosa, compresa una piccola risposta alla grande domanda di sempre su dove sia la felicità: semplicemente “somewhere” ed il viaggio continua.
Voto dell'autore 3.6/5

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