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Scheda del film
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Trama e recensione del film |
L'unico modo di trovare una parte per Michael Dorsey, attore bravo ma in cerca di lavoro, è quello di travestirsi da donna per ottenere un ruolo in una soap opera. Il provino va a buon fine ed il suo personaggio conquista il pubblico, ma nel frattempo Michael si è innamorato di Julie Nichols, la protagonista della serie...
Sebbene il tema dell’uomo travestito da donna sia piuttosto ricorrente nella cinematografia, sono poche le pellicole che hanno lasciato un’orma indelebile nei cuori degli spettatori. Assieme ad “A qualcuno piace caldo”, “Tootsie”, diretto da Sydney Pollack, è un mirabile esempio di commedia dove la comicità non è fine a se stessa ma aiuta a sottolineare lo stato d’animo del protagonista e a descrivercelo meglio.
“Tootsie” è, alla fin fine, un backstage: la storia dell’attore che cerca disperatamente una parte, i provini, il trucco, le riprese, i colloqui con l’agente (una presenza d’onore: Sydney Pollack, lo stesso regista del film che fa la sua comparsa a mo’ di Hitchcock) sono tutti aspetti tipici di una produzione. Un corto circuito che porta alla vista il lato più intimo della produzione e che, invece di suscitare riflessioni serie, viene in qualche modo reso divertente da uno sceneggiatore (Larry Gelbart) che sembra ridersela assieme al pubblico, tanto è snella e leggera la narrazione. Ma la suprema bellezza è il protagonista Dustin Hoffman, vincitore del Golden Globe nel 1983 quale miglior attore comico, addirittura più credibile come donna che come uomo.
Rivedere questa interpretazione oggi non può che lasciare una leggera malinconia: ormai non ci sono più grandi attori che si siano rodati in teatro. E la differenza si vede nelle sensazioni comunicate dai gesti, dalle movenze e dalle espressioni facciali. “Tootsie” è un grande film che sa appassionare, intrattenere e, soprattutto, divertire anche dopo molte visioni. Raccomandato.
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Scritta da Matteo Masi lunedì 01 ottobre 2007, letta 4674 volte
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