Nell’ottobre del 1988, nel bel mezzo della sfida per le presidenziali fra George Bush e Michael Dukakis, l’attenzione del pubblico americano fu catturata da un avvenimento che suscitò grande interesse e partecipazione in tutto il mondo: lo strenuo tentativo di salvare tre balene rimaste intrappolate nei ghiacci dell’Alaska, che sembravano condannate a una morte certa entro pochi giorni. Questa vicenda, che all’epoca fu seguita con il fiato sospeso da milioni di persone, a 23 anni di distanza ha ispirato un film dal titolo “Qualcosa di straordinario”, basato sul libro-reportage di Tom Rose “Freeing the whales” e diretto dal regista Ken Kwapis, con protagonisti gli attori Drew Barrymore e John Krasinski.Era assai difficile raccontare una storia di questo genere senza scivolare in una prevedibile retorica dei buoni sentimenti, e difatti “Qualcosa di straordinario” non sfugge alla regola del tipico “film per famiglie della domenica pomeriggio”, risentendo di tutti i limiti che ci si poteva aspettare da un prodotto realizzato appositamente per commuovere gli spettatori meno smaliziati. Ken Kwapis si propone di raccontare un’edificante favola ecologica costruita però in maniera fin troppo convenzionale, in cui, al di là di qualche suggestiva ripresa sottomarina e della spontanea simpatia per le tre balene intrappolate nei ghiacci, si rintracciano ben pochi motivi di merito, in particolare da un punto di vista prettamente artistico / cinematografico.
Il risultato complessivo è un lavoro confezionato su misura per compiacere il pubblico, sicuramente apprezzabile per il suo messaggio ecologista, ma che alla resa dei conti sembra quasi un mega-spot a favore di Greenpeace. Non aiuta certo la sceneggiatura, che propone una galleria di personaggi alquanto stereotipati: la coraggiosa attivista di Greenpeace, il reporter benevolo e sensibile, la giovane giornalista rampante, il milionario avido ma in fondo dal cuore tenero (e c’è spazio perfino per il saggio nonno eschimese!)… un trionfo del sentiment(alism)o che culmina con la collettiva esultanza di americani e sovietici, mentre gli spunti più stimolanti (come l’opportunismo dei media e della politica) rimangono in superficie. Contrariamente alle aspettative, un mezzo fiasco al botteghino.
Voto dell'autore 3.2/5

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