A un anno di distanza dal capolavoro western “Mezzogiorno di fuoco”, nel 1953 il regista austriaco Fred Zinnemann ha realizzato uno dei film più popolari ed apprezzati del decennio, “Da qui all’eternità”. Tratta da un noto romanzo di James Jones, la pellicola è stata accolta da un enorme successo di pubblico alla sua uscita nelle sale (30 milioni di dollari d’incasso ed oltre 50 milioni di spettatori negli Stati Uniti, il terzo maggior risultato del 1953) ed ha ricevuto un totale di otto premi Oscar, fra cui miglior film, regia e sceneggiatura. Scritto da Daniel Taradash, “Da qui all’eternità” è un coinvolgente melodramma bellico in grado di miscelare qualità artistiche e senso dello spettacolo, ed interpretato da alcune delle più famose star di Hollywood dell’epoca.La pellicola è ambientata a Pearl Harbor nel 1941 (mentre in Europa infuria la Seconda Guerra Mondiale), in una base militare che fa da sfondo alle vicende private e sentimentali dei vari personaggi. Protagonisti della storia sono due uomini che, nel corso degli eventi narrati, sapranno riconoscere la nobiltà d’animo l’uno dell’altro, fino ad instaurare un profondo rapporto di ammirazione reciproca. Il primo è Robert Lee Prewitt (Montgomery Clift), un giovane soldato che ha abbandonato il pugilato e deve subire la angherie degli ufficiali, meschini e arroganti nell’attuazione delle loro feroci pratiche di nonnismo; il secondo è invece il sergente Milton Warden (Burt Lancaster), uomo dal carattere onesto e leale, che si innamora ricambiato di Karen Holmes (Deborah Kerr), moglie trascurata e infelice del comandante della base. Le rivalità, i drammi e le segrete passioni dei singoli personaggi saranno però spazzati via il 7 dicembre di quell’anno, quando l’improvviso attacco dell’aviazione giapponese (rappresentato nel finale del film) segnerà l’entrata in guerra degli Stati Uniti.
Diretto con grande maestria da Zinnemann, “Da qui all’eternità” ha il pregio di rivelarsi un film intenso e coinvolgente, ma mantenendo sempre un costante equilibrio ed evitando di andare sopra le righe. Al livello del risultato finale contribuisce soprattutto l’apporto di una squadra di attori eccellenti, fra i quali è difficile stabilire chi sia il più bravo: da Burt Lancaster, “duro dal cuore tenero”, a Montgomery Clift, alle prese con un personaggio complesso e tormentato, alla splendida Deborah Kerr; senza dimenticare Frank Sinatra nella parte del gioviale soldato Maggio e Donna Reed in quella della prostituta Alma, entrambi premiati con l’Oscar come migliori attori supporter. È impossibile non citare infine almeno una scena da antologia: l’indimenticabile bacio che Lancaster e la Kerr si scambiano sulla spiaggia bagnata dalle onde, in una sequenza oggetto di infinite citazioni ed entrata di diritto nell’immaginario collettivo come uno dei momenti più erotici nella storia del cinema.
Voto dell'autore 4.2/5

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