Quattro anni dopo il celeberrimo classico “La signora Miniver”, il regista William Wyler ha diretto un altro famosissimo film riguardante gli effetti della guerra sulla gente comune: “I migliori anni della nostra vita”. Ispirato ad un romanzo in versi sciolti di MacKinley Kantor, “Glory for me”, e sceneggiato da Robert E. Sherwood, il film fu fortemente voluto dal produttore Samuel Goldwyn, e segnò il ritorno di Wyler al cinema di finzione dopo l’esperienza nell’aviazione militare americana e i documentari girati al fronte fra il 1943 e il 1945. Straordinario dramma corale della durata di quasi tre ore, interpretato da un nutrito cast di star, “I migliori anni della nostra vita” ottenne fin da subito un enorme successo di pubblico, classificandosi al primo posto nella classifica del box-office americano del 1946 con 23 milioni di dollari d’incasso ed oltre 50 milioni di spettatori. La pellicola di Wyler, inoltre, si aggiudicò il Golden Globe e sette premi Oscar, incluse le statuette per miglior film, regia e sceneggiatura.Ambientato subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale, “I migliori anni della nostra vita” segue i percorsi di tre ex-soldati al momento del ritorno a casa e del loro arduo reinserimento nella vita civile, sullo sfondo di un’immaginaria cittadina di provincia del Midwest, Boone City. Evitando le trappole della retorica e del pietismo, Wyler ci descrive in maniera efficacemente realistica il disagio provato dai suoi personaggi e la loro difficoltà nel riallacciare i rapporti con le rispettive famiglie e a riprendere l’esistenza di tutti i giorni. C’è Al Stephenson (Fredric March), funzionario di banca e padre di famiglia sostenuto dall’affettuosa moglie Milly (Myrna Loy); c’è Fred Perry (Dana Andrews), diviso fra il ménage con la frivola Marie (Virginia Mayo) e l’amore per la giovane Peggy (Teresa Wright); e infine c’è Homer Parrish (Harold Russell), costretto a imparare a vivere con due uncini al posto delle mani e poco incline ad accettare la pietà altrui.
Dietro la macchina da presa, William Wyler gestisce i vari piani narrativi in maniera davvero esemplare, con un intelligente utilizzo della profondità di campo ed una perfetta valorizzazione del lavoro degli interpreti: da un eccezionale Fredric March (nome d’arte di Ernest Frederick McIntyre Bickel), che per questo film vinse il premio Oscar come miglior attore, alla star Myrna Loy; dalla “fidanzatina d’America” Teresa Wright all’esordiente Harold Russell, un reale veterano di guerra, premiato con l’Oscar come miglior attore non protagonista. Lucido, appassionato, profondamente commovente e al contempo non privo di una sommessa ironia, “I migliori anni della nostra vita” resta tutt’oggi uno dei grandi capolavori del cinema americano, ancora in grado di far vibrare le corde dell’animo degli spettatori. Magistrale la fotografia in bianco e nero di Gregg Toland e splendido l’accompagnamento musicale di Hugo Friedhofer.
Voto dell'autore 4.7/5

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Recensione musicata -
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