Non sappiamo se Nanni Moretti avesse avuto l'intenzione di fare un film su Silvio Berlusconi oppure no: fatto sta che ne "Il Caimano" le parti più riuscite e interessanti sono sicuramente quelle che non riguardano l'imprenditore milanese. Il film racconta con una certa agilità e maestria, senza mai scadere nel banale (ed il rischio c'era), le vicissitudini di una famiglia che si sta separando: quella del produttore Bruno Bonomo (Silvio Orlando), di sua moglie Paola (Margherita Buy) e dei suoi due figli. Allo spettatore è consegnata la terribile incongruenza di una famiglia tradizionale che però si disgrega, mentre da contraltare viene presentata una solida ma non certo tradizionale famiglia, come quella della giovane regista Teresa (Jasmine Trinca). E' questa una vicenda profondamente umana, a differenza di quella di Silvio Berlusconi, e questo forte contrasto si avverte nitido durante tutta la pellicola. È d'altra parte vero che nel raccontare la vicenda politico-giudiziaria dell'attuale premier non mancano i momenti esilaranti. Eppure essi non devono essere attribuiti alla bravura di Moretti o degli attori che si avvicendano nell'interpretazione del presidente, bensì allo stesso Berlusconi. I migliori si presentano infatti quando vengono riprodotti documenti filmati, come la tristemente famosa (o piuttosto famigerata) uscita del premier al Parlamento Europeo, durante la quale dava del kapò ad un parlamentare, mentre al suo fianco Gianfranco Fini si disperava. Per quanto riguarda l'interpretazione, il miglior Berlusconi è indubbiamente se stesso che si rappresenta, mentre non sono convincenti le "imitazioni" degli altri attori. Sarà un pregiudizio, ma Moretti, mentre lo interpreta, risulta anche particolarmente irritante, rovinando l'interessante finale della pellicola. Per quanto riguarda gli altri protagonisti, è splendida la prova di Silvio Orlando, buona quella di Margherita Buy; Jasmine Trinca sembrerebbe piuttosto immatura, eppure questa sua immaturità calza a pennello con il personaggio che interpreta. Una nota di merito a Michele Placido, bravissimo nel ruolo dell'attore un po' pervertito.
Un film che abbia l'ambizione di raccontare la storia di un personaggio così controverso come Silvio Berlusconi dovrebbe essere innanzitutto organico, e "Il Caimano" certamente non lo è. Bisogna dunque pensare invece che esso non sia un film sul "presidente", bensì un film sulla vita, ed in questo caso, in conclusione, la pellicola è piuttosto ben riuscita. Sperando dunque di poter un giorno assistere ad un vero film italiano sul caso giudiziario Berlusconi, ci chiediamo ancora: potrà mai Moretti rinunciare in qualche suo film a cantare, se proprio non riesce a non recitare?
Voto dell'autore 3.3/5

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Recensione musicata -
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