Jasmilla Zbanic, regista della Bosnia-Erzegovina vincitrice dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino per “Il segreto di Esma”, torna a parlare della sua Sarajevo con “Il sentiero”, magistralmente interpretato da un’espressiva Zrinka Cvitesic (Luna) e da un intenso Leon Lucev (Amar). Il contesto postbellico del film fa quindi da sfondo al ritratto femminile di un paese che cerca ad ogni costo di essere (e diventare) normale, e che incarna ciascuno dei suoi desideri nella figura forte e intelligente di Luna, una protagonista donna che per una volta non si lascia mettere alle strette dai bisogni di suo marito, ma che anzi non cede mai a compromessi di sorta quando si tratta di privarsi della propria libertà.La Cvitesic, bel visino e vestiti sempre colorati, si cala alla perfezione nella parte, che pur non richiedendo molto la impegna sul lato più umano e sentimentale. Messa sotto una lente d’ingrandimento, nei dettagli della sua Luna fragile ed altresì emarginata, non possiamo quindi tralasciare il paragone con l’attrice svedese Noomi Rapace (“Uomini che odiano le donne”), anch’ella forte di quella naturale espressività. Lucev, dal canto suo, non è da meno: con la propria debolezza sembra sprofondare nel credo integralista nel giro di un istante, e lo stesso, a guardarlo dritto negli occhi, appare in grado di apprezzare e amare l’indipendenza di Luna, tanto che non si può fare a meno di continuare a sperare nella sua salvezza finale.
Ne “Il sentiero” tematiche quali il terrorismo vengono solamente accennate, e il film regala ai suoi spettatori un’oretta e mezza di piacevoli riflessioni sul tema più filosofico delle emozioni umane, dei sentimenti e dell’amore ai giorni nostri. Il taglio intimistico della fotografia, nella quale prevalgono toni saturi e chiari come il bianco delle pareti domestiche e il celeste dell’acqua del lago della comunità islamica di Amar, nonché la genuinità con cui la regista celebra l’affetto tra i due giovani rendono la pellicola trasparente e un po’ dolce-amara. La spontanea semplicità manieristica con cui la stessa mette in scena la loro storia è disarmante, e se pure il suo lavoro non aggiunge nulla di nuovo al discorso generico del problema integralista, l’amore che resta tra Luna e Amar basta a colmare le nostre più alte aspettative.
Voto dell'autore 3.5/5

Mappa del sito




Recensione musicata -
Trailer