Tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia, “La ciociara” riporta un fatto di cronaca realmente accaduto presso la popolazione ciociara, che vide coinvolti dei soldati algerini. Sceneggiata da Cesare Zavattini e diretta da Vittorio De Sica, la pellicola mette in luce, accomunando la tragicità dei destini dei due protagonisti ma ponendo agli antipodi l’identità dei carnefici, la brutalità della guerra a tutto campo. In questo film il regista avrebbe voluto nel ruolo di Cesira Anna Magnani (attrice che De Sica ha sempre ammirato molto ma con la quale non ha mai potuto lavorare), ma il produttore Carlo Ponti, come noto compagno di Sophia Loren, impose che se la Magnani avesse interpretato Cesira, la Loren avrebbe ottenuto il ruolo di Rosetta. De Sica fu contrariato: era impensabile che una donna esplosiva come Sophia Loren potesse interpretare una tredicenne. Anna Magnani a questo punto abbandonò il progetto.“Ladri, cornuti, figli di mignotta!” urla disperata Sophia Loren agli alleati americani. La sequenza è l’emblema del film, la disperazione di una donna, di una madre, dilaniata nell’anima. Cesira è l’Italia: un’Italia distrutta sia nel paesaggio sia nelle persone. Michele è la coscienza morale e cristiana, vorrebbe spingere gli individui ad una propria consapevolezza, ma risulta troppo colto per essere compreso dalla massa. Lo stupro è la metafora della guerra, che distrugge, svuota l’anima e cambia irrimediabilmente le persone. Così come la donna e la ragazza, pur ritornando alla vita normale, non saranno più le stesse dopo una tale violenza, così l’intero paese deve ritrovare faticosamente una sua dimensione dopo un conflitto lungo e lacerante. Il neorealismo italiano, qui rappresentato ai massimi livelli da Vittorio De Sica e Cesare Zavattini, tocca l’apice della perfezione.
Con l’aiuto del grande Vittorio De Sica, Sophia Loren fece un grandissimo lavoro su se stessa, calandosi perfettamente nella parte. Per questo impegnativo ruolo drammatico la ventiseienne Loren, che negli anni ’50 si era affermata nel genere della commedia, fu consacrata a stella del cinema con la vittoria dei maggiori premi italiani, il David di Donatello e il Nastro d’Argento, e internazionali: il primo Oscar assegnato ad un’attrice per un film in lingua non inglese, il premio per la migliore interpretazione femminile al Festival di Cannes e il BAFTA.
Voto dell'autore 5/5

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