In molti film assistiamo a coinvolgenti e spettacolari arringhe da parte degli avvocati per convincere la giuria popolare ad accusare o liberare un imputato, ma quello che succede dopo, e cioè il processo che porta i giurati ad una decisione, poche volte è stato illustrato. In questo fulminante esordio alla regia di Sidney Lumet, "La parola ai giurati", tale evento ci viene narrato approfonditamente tanto che la pellicola ne segue ogni singolo minuto e si svolge completamente nella stanza dove si riuniscono i giurati. La storia narra di una giuria composta da dodici uomini di diversa estrazione sociale, età e origini, che inizialmente sembrano convinti della colpevolezza dell'incriminato ma poi, grazie ad una serie di brillanti deduzioni dell'architetto interpretato da Henry Fonda, arrivano a rivalutare il caso in esame, in effetti non così chiaro come poteva sembrare. La regia di Lumet è magistrale nel seguire da vicino il serrato dibattito che si tiene nella stanza e, man mano che si avvicina all'epilogo, stringe sempre di più sui protagonisti. Carrellate, primi piani e riprese dagli angoli più remoti della stanza sono sempre funzionali alla narrazione, non scadendo mai in un puro esercizio di stile. A questa si aggiunge una egregia sceneggiatura, piena di imprevedibili risvolti e con una serie di illuminanti dialoghi che invitano a riflettere seriamente sul sistema giudiziario americano. Il film, con una certa imparzialità, ce ne illustra sia le debolezze, quando si sofferma sui pregiudizi che ne minano la capacità decisionale, sia i pregi, quando ci illustra la forza del ragionamento e del dialogo che permettono alla giuria di arrivare oltre quello che gli avvocati in aula sembravano aver già sviscerato.
"Innocente fino a prova contraria" e "colpevole senza nessun ragionevole dubbio" sono due capisaldi della giustizia che danno al sistema grande solidità, ma anche fragilità. Alla fine difatti non si saprà mai se l'accusato sia colpevole o innocente, come non si saprà mai se la giuria abbia salvato un innocente o liberato un assassino. "La parola ai giurati" è un capolavoro che non sente assolutamente lo scorrere degli anni, perfettamente costruito e messo in scena e sempre teso ed avvincente.
Voto dell'autore 4.5/5

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Recensione musicata -
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