Pochi film riescono a riconciliarci con quello che ci circonda e ci infondono nell'anima una piacevole beatitudine. Uno di questi è senza dubbio "La vita è meravigliosa", opera che grazie al suo buon sentimentalismo non a caso negli anni si è guadagnata il titolo di film più trasmesso durante le feste natalizie in tutto il mondo.Testamento di uno dei più celebri registi dell'epoca d'oro di Hollywood, l'italo-americano Frank Capra, il film alla fine è una vera e propria favola moderna, con tanto di eroe buono, George Bailey, interpretato con grande passione da James Stewart, un cattivo simil Zio Paperone, Potter, e naturalmente l'happy-end correlato di morale. Una storia semplice, volendo anche un po' furba con l'ammiccare all'elemento miracoloso, ma coinvolgente e dalla grande forza, che nel 1946 diede ad un'America post-seconda guerra mondiale nuova speranza. Il concetto che fuoriesce dal bellissimo e commuovente finale, ossia come sia più importante essere contornati da amici fedeli che avere un cospicuo conto in banca, può sembrare banale ma si pone in contrapposizione con il principio fondante americano del "self-made man", o perlomeno con il suo lato più individualista.
Inoltre la pellicola sottolinea con efficacia l'importanza che ha ogni buon gesto, anche piccolo, poiché in un modo o in un altro può cambiare l'esistenza di diverse persone. "La vita di un uomo è legata a tante altre vite. E quando questo uomo non esiste lascia un vuoto", così ammonisce l'angelo allo scoraggiato Bailey nel momento più triste della sua vita, ma basta aspettare poco per vedere il nostro eroe correre in mezzo alla neve e gridare a squarciagola "Buon Natale", e come è bello e liberatorio seguirlo con il nostro sguardo.
Voto dell'autore 4.5/5

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Recensione musicata -
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