Scheda del film
L'arte di vincere
trailer del film
Titolo originale: Moneyball
Genere: Drammatico
Nazione: U.S.A
Anno di produzione: 2011
Data di uscita al cinema: 27/01/2012
Durata: 133 Minuti
Regia:
Interpreti:, , ,
Premi e nomination: n.d
Indice di gradimento
(Media fra voti dello staff)
3.88/ 5
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Trama e recensione del film L'arte di vincere
Billy Bean è il manager degli Oakland Athletics, una squadra di baseball incapace di competere con i budget dei big della Major League statunitense. Perse le sue stelle, Bean è costretto a reinventarsi e a cambiare strategia. È Il giovane Peter Brand, laureato in economia a Yale con il massimo dei voti, a fornirgli l'idea rivoluzionaria: mettere in piedi una squadra non fondata sulle superstar del baseball, ma su un collettivo scelto in base ad un'elaborata analisi statistico-matematica.

L'arte di vincereScritto da Steven Zailian e Aaron Sorkin dopo una gestazione un po’ problematica e diretto dal candidato all’Oscar Bennett Miller (“Truman Capote”), “L’arte di vincere” è tratto dall’omonimo libro di Michael Lewis, che racconta la stagione 2001 degli Oakland Athletics e del loro general manager Billy Bean. Il film, presentato prima al Festival di Toronto e poi al nostro Torino Film Festival in anteprima nazionale, prende vita dall’idea rivoluzionaria che un giovane genio dell’algebra neolaureato presenta al manager Billy Bean: mettere insieme una squadra di baseball rinunciano alle star e puntando tutto su un collettivo fatto di giocatori scartati perché “difettosi”, ottimizzando ognuno di essi per i suoi reali punti di forza sul campo.

Il film è tutto incentrato sul personaggio di Bean, del quale si alternano la scarna e triste vita privata e il lavoro da general manager, che si compenetrano delineando il bel ritratto di una personalità controversa: tanto straripante, affetto da deliri di onnipotenza e privo di senso del limite sul lavoro, quanto dolce e protettivo con l’adorata figlia dodicenne nel suo intimo. L’incontenibile Billy Bean è un vero distruttore, incompreso e al contempo temuto, per il suo coraggio di rompere le regole di un sistema ormai vecchio e consunto. Molto bravo Brad Pitt a interpretarlo, tanto da offuscare il pur efficace Jonah Hill e un Philip Seymour Hoffman mai così sottostimato, almeno in rapporto al minutaggio concesso. “L’arte di vincere” non è un film sul baseball giocato, che non si vede mai sul campo se non negli innesti di filmati d’archivio, ma è il racconto di un’idea etica, se vogliamo politica, di management sportivo. Quella attraverso la quale l’iconoclasta Billy Bean pensa di poter vincere la Major Leage infischiandosene delle capricciose star, e riservando loro il trattamento spesso meritato: concependo la squadra come un collettivo vero, per il quale l’algebra e la statistica rappresentano solo lo spunto di partenza.

L’idea centrale del film è dunque che a comandare siano il gioco, le strategie e il collettivo, e non gli assegni a fondo illimitato di magnati milionari erogati a star svogliate e straviziare. “L’arte di vincere” si fa anche rappresentazione di impeccabili qualità tecnico-artistiche: regia funzionale ed efficace al servizio di una sceneggiatura solidissima, impreziosite da un fotografia elegante ma sobria e da ottimi attori. Pur peccando di qualche minuto di troppo che appesantisce un ritmo altrimenti sempre elevato, “L’arte di vincere” riesce a coinvolgere con un tema non proprio immediato - specialmente per chi di baseball ci capisce poco - e si propone come esempio della Hollywood mainstream nell’accezione migliore del termine.


Scritta da , consultata 2007 volte
Pagella
Valutazioni
Voto dell'autore:
3.8/5

Media Voto Staff: 3.88/5 (4 voti)
Media Voto Utenti: 4.14/5 (9 voti)
Ranking
Classifica assoluta: 918° su 2940
Classifica genere Drammatico: 360° su 784
Classifica anno 2011: 36° su 223
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Legenda: Recensione musicata Recensione musicata - Disponibile trailer Trailer

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Commenti (1)
sportivo

Film di sicuro livello, anche se devo dire forse un pò sopravvalutato dalla critica americana. Stesso discorso per 'interpretazione di Pitt, sicuramente di buon livello ma nulla di clamoroso

Scritto da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , giovedì 09 febbraio 2012
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