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Scheda del film
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Titolo originale
Mean Creek
Genere
Drammatico
Nazione
U.S.A
Anno di produzione
2004
Durata
90 Minuti
Regia
Jacob Aaron Estes
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Interpreti
Rory Culkin Trevor Morgan Scott Mechlovicz Ryan Kelley
Premi
e nomination
n.d
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Indice di gradimento
(Media fra voti dello staff e degli utenti)
4.25
/5
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Trama e recensione del film |
Sam è un ragazzino timido e indifeso, che dopo aver sopportato per lungo tempo le angherie di George, il bullo della scuola, decide di escogitare, insieme al fratello maggiore Rocky, un piano per vendicarsi. Quest’ultimo coinvolge nell’operazione anche il suo migliore amico Marty, un ‘duro’ che, dopo il suicidio del padre, vive con la madre e il suo compagno, e Clyde, anch’egli vittima in passato delle prepotenze di George. Con la scusa del (finto) compleanno di Sam, i quattro ragazzi riescono ad invitare George ad una gita in barca, ma una successione di rocamboleschi e imprevedibili eventi farà sfuggire loro la situazione di mano…
Jacob Aaron Estes, qui al debutto dietro la macchina da presa, costruisce con il suo “Mean Creek” una struggente parabola sull’adolescenza e sulla fatalità degli eventi, che porta un gruppo di ragazzini minorenni, non ancora entrati in contatto con la vita “vera”, alla perdita dell’innocenza. Il film si pone per grandi linee tra lo “Sleepers” di Barry Levinson e lo “Stand by me” di Rob Reiner, ricordando per la trama il primo, che vedeva protagonisti degli adolescenti sbattuti in riformatorio per aver accidentalmente ucciso il proprietario di un carretto di hot-dog, e per l’ambientazione il secondo; difatti siamo anche qui nella verdeggiante e fitta boscaglia dell’Oregon che ha “ospitato” i quattro giovincelli protagonisti del film tratto da un racconto di Stephen King.
“Mean Creek” è una pellicola che risulta fortemente disillusa, non di rado spietata ed estremamente realistica, animata da un cast ben gestito da Estes e composto da interpreti, prevalentemente adolescenti, che caratterizzano in modo sorprendente dei personaggi dallo spessore psicologico complesso. Su tutti spiccano il giovanissimo Rory Culkin, fratello dell’ormai “perso” Macaulay, e l’ancora più convincente Scott Mechlovicz, probabilmente il migliore del lotto.
Benché la sceneggiatura, firmata dallo stesso Estes, non riesca ad essere efficace negli ultimi dieci minuti tanto quanto lo è nei primi ottanta, “Mean Creek” risulta essere, alla fine, un film profondo, importante, sincero, privo di falso buonismo e che, cosa più importante, non ha paura di osare. Un perfetto esempio di quello che dovrebbe essere, oggigiorno, il cinema adolescenziale.
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Scritta da Francesco Manca domenica 04 ottobre 2009, letta 676 volte
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