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Scheda del film

╚ nata una stella (1954)
Titolo originale: A Star Is Born
Genere: Musical
Nazione: U.S.A.
Anno di produzione: 1954
Data di uscita al cinema: n.d.
Durata: 176 Minuti
Regia:
Interpreti:, , ,
Premi: 2 Golden Globe - Miglior Attore, Attrice
Colonna sonora
4.20/ 5

Voto Staff Filmedvd

Film considerato Da vedere
sulla base di 1 voti
452░ su 3982 in assoluto
6░ su 42 nel genere Musical
72░ su 144 nella decade 1950's
3.96/ 5

Voto utenti Filmedvd

Film considerato Da vedere
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Trama e recensione del film ╚ nata una stella (1954)

Norman Maine è un famoso attore cinematografico la cui carriera è seriamente compromessa dall’abuso di alcool. Durante uno spettacolo allo Shrine Auditorium Norman conosce Esther Blodgett, una giovane cantante dotata di un eccezionale talento, e la spinge ad avere fiducia in se stessa e ad intraprendere la strada per il successo. In breve tempo Esther ottiene un contratto ad Hollywood e diventa una star.

╚ nata una stella (1954)Nel 1954, il regista George Cukor (“Scandalo a Filadelfia”) ha dato vita a uno dei grandi capolavori del cinema hollywoodiano con “È nata una stella”, remake in chiave musicale di un altro classico della celluloide, ovvero l’omonimo film diretto nel 1937 da William A. Wellman e interpretato da Janet Gaynor e Fredric March. Questa seconda versione della storia firmata da Wellman e da Robert Carson fu fortemente voluta dal produttore Sidney Luft, che la considerava un perfetto veicolo divistico per sua moglie Judy Garland, ex-superstar della MGM assente dallo schermo da ben quattro anni e in cerca di un’occasione per rilanciare la propria carriera. Cukor, che nel 1932 aveva già diretto una pellicola dal tema analogo, “A che prezzo Hollywood?”, accettò così di dirigere questa mega-produzione della Warner Bros, confrontandosi per la prima volta con il genere musicale, con il Technicolor e con la neonata tecnica del CinemaScope.

La sceneggiatura di questo nuovo film, firmata da Moss Hart, ripropone lo stesso schema narrativo dell’originale del 1937. La storia, ormai famosissima, è quella dell’appassionato amore fra Esther Blodgett (Judy Garland), una giovane attrice in ascesa, e Norman Maine (James Mason), un affermato divo di Hollywood ormai in declino, avviato lungo la strada dell’autodistruzione. Le riprese si prolungarono per quasi un anno, e nell’ottobre del 1954 “È nata una stella” fu proiettato in anteprima in una versione di 182 minuti, raccogliendo consensi entusiastici; tuttavia la Warner, preoccupata dalla lunghezza del film, intervenne in sala di montaggio riducendo la durata di quasi mezz’ora (nonostante il dissenso del regista). “È nata una stella” uscì dunque nelle sale cinematografiche in una versione di 154 minuti, ottenendo un ampio successo di pubblico. Sebbene una parte del materiale originale sia andata irrimediabilmente perduta, un restauro eseguito nel 1983 ha permesso di riportare l’opera di Cukor a una durata di 176 minuti, integrando le scene mancanti con alcuni fotogrammi a cui sono stati aggiunti degli inserti di dialogo.

In cabina di regia, George Cukor riesce a fondere mirabilmente gli elementi tipici del melodramma con una descrizione cinica e disincantata del mondo dello show-business, dominato dalle spietate leggi del successo. Alla parabola ascendente di Esther Blodgett, che con lo pseudonimo di Vicki Lester diventerà una stella di Hollywood, corrisponde infatti la speculare caduta del suo partner Norman Maine, sprofondato in un inarrestabile vortice autodistruttivo. Le vicende narrate trovano il loro contrappunto musicale nella bellissima colonna sonora composta dalle canzoni di Harold Arlen e Ira Gershwin, fra cui la celeberrima “The man that got away”, splendidamente eseguita dalla Garland, mentre dal punto di vista tecnico la suggestiva fotografia di Sam Leavitt, contraddistinta dai colori accesissimi, contribuisce a sottolineare i toni drammatici della storia.

Ma a dominare il film sono soprattutto i due magnifici protagonisti, premiati con il Golden Globe e candidati all’Oscar per le loro superbe interpretazioni. Judy Garland (nome d’arte di Frances Ethel Gumm), che recita la parte della star in ascesa, nella realtà si trovava nella condizione esattamente opposta, con una carriera minata dagli abusi di alcool e di psicofarmaci e dai numerosi travagli personali, fra crisi nervose e un tentato suicidio. “È nata una stella”, tuttavia, riportò la Garland sulla cresta dell’onda (anche se l’attrice non sarebbe più comparsa in un film per i sette anni successivi), grazie ad una performance di straordinaria intensità e di vibrante realismo. Nel film ci sono almeno due scene entrate negli annali del cinema: quella della serata degli Oscar, quando Esther riceve la statuetta come miglior attrice ma viene interrotta dall’arrivo del marito ubriaco; e la sequenza finale del suicidio di Norman alla luce del tramonto, mentre in sottofondo la Garland canta “It’s a new world”.


Voto dell'autore 4.2/5
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