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Scheda del film
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Trama e recensione del film |
Nella camera della clinica dove è ricoverata la torera Lydia González, in coma dopo essere stata incornata da un toro, il giornalista Marco Zuluaga, innamorato di lei, mentre l'assiste fa amicizia con l'infermiere Benigno Martín, che a sua volta accudisce amorevolmente la ballerina Alicia.
Ci sono tutti gli elementi della poetica di Pedro Almodóvar in "Parla con lei", una pellicola che ha vinto l'Oscar per la sceneggiatura, firmata dallo stesso regista. Passione, amore, solitudine, omosessualità ed eterosessualità, casi del destino, tutti questi temi sono inseriti in un intreccio difficile e complesso. E' innanzitutto la solitudine di Benigno, feticista ed omosessuale (?), che viene filmata in maniera magistrale, così come l'amore di lui per Alicia, che si traduce in un'attenzione quasi maniacale per il suo corpo inerte. Un caso del destino, e cioè l'incontro con Marco ad uno spettacolo teatrale, rompe la solitudine dell'infermiere, introducendo una struggente storia di amore omosessuale senza sesso tra i due protagonisti. E' invece proprio il sesso a rovinare l'altro amore, conducendo Benigno alla rovina.
Qualcuno (Mereghetti) pensa che le troppe divagazioni culturali (il doppio spettacolo di Pina Bausch "Café Muller", l'esibizione di Caetano Veloso, la citazione cinefila in bianco e nero del viaggio di Benigno nella vagina della donna) rendano l'intreccio meno solido, ma in realtà a volte esse donano una pausa alla tormenta di sensazioni che la pellicola propone, consolidando nella mente dello spettatore una predisposizione all'introspezione che fa apprezzare di più i numerosi momenti di poesia che vengono proposti. Infatti l'animo agitato dello spettatore può abbandonarsi alla danza della Bausch, accogliendo in sé empaticamente la solitudine dei protagonisti e la loro sofferenza, ed evitando infine qualsiasi giudizio morale sui loro comportamenti.
D'altronde un buon film è un film che non impone risposte, ma presenta conflitti, e questo è il cinema di Almodóvar, un cinema "povero" ed allo stesso tempo immenso. Come ha affermato il regista stesso in una sua intervista, "Parla con lei" è molto più facile da guardare che da spiegare. E' la storia di una passione che va al di là della morte, forse lacrimosa, forse consolatoria in fondo, ma decisamente commovente.
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Scritta da Francesco Contini martedì 11 luglio 2006, letta 4861 volte
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