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Scheda del film
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Trama e recensione del film |
La bella Ada Monroe, figlia di un pastore, si trasferisce con il padre in una fattoria a Cold Mountain, nel North Carolina; qui conosce W.P. Inman, un giovanotto attraente ed introverso che si innamora di lei. Ma allo scoppio della Guerra Civile americana, Inman è costretto a partire per il fronte assieme agli altri uomini del villaggio, mentre Ada rimane da sola a Cold Mountain, ad aspettare il suo ritorno…
Il regista Anthony Minghella torna sui sentieri già esplorati con il fortunatissimo “Il paziente inglese” trasportando sul grande schermo il best-seller “Cold Mountain”, di Charles Frazier, un’altra struggente storia d’amore sullo sfondo di drammatici eventi storici. Girato tra gli incantevoli paesaggi dell’Europa Orientale (sebbene le vicende della trama abbiano luogo fra le montagne del North Carolina) con un budget di oltre 80 milioni di dollari, “Ritorno a Cold Mountain” è un grandioso kolossal come se ne facevano una volta, realizzato secondo uno stile tradizionale che si richiama ai melodrammi bellici della Hollywood degli Anni ’40 e ’50, e dotato di una confezione di lusso: un cast pieno zeppo di star, sontuose scenografie di Dante Ferretti, una splendida fotografia di John Seale ed una suggestive colonna sonora composta da Gabriel Yared (impreziosita da brani folk e blues e da canzoni di Sting ed Elvis Costello).
Personaggi centrali della pellicola sono l’affascinante Ada (Nicole Kidman), figlia dell’anziano reverendo Monroe (Donald Sutherland), e l’aitante carpentiere W.P. Inman (Jude Law), due amanti destinati ad essere separati dalla guerra imminente. Mentre le fasi del loro incontro e del loro rapido innamoramento sono raccontate attraverso una serie di flash-back, il film è basato su un montaggio parallelo costruito su due differenti linee narrative: nella prima ci viene rappresentato il lungo e faticoso viaggio di Inman, scampato per miracolo al massacro di Petersburg e desideroso di tornare a casa; nella seconda assistiamo invece alle vicende di Ada, impegnata a gestire la fattoria nel corso di un gelido inverno e a fronteggiare varie difficoltà, con il provvidenziale aiuto della vivace Ruby Thewes (Renée Zellweger). Dunque, se da una parte il modello di riferimento è chiaramente l’Odissea di Omero, dall’altra Minghella sembra guardare a “Via col vento” (pure quello ambientato durante la Guerra di Secessione), rispetto al quale il suo “Cold Mountain” presenta più di un’analogia.
Nel tentativo di ripetere la formula vincente de “Il paziente inglese”, Minghella alterna momenti di acuto romanticismo a sequenze spettacolari dal forte sapore epico, come nella sanguinaria ricostruzione della battaglia di Petersburg; verso il finale si concede anche un tocco di erotismo patinato (con tanto di scene di nudo dei due protagonisti), per poi premere il pedale sui toni tragici e concludere con un consolatorio epilogo “bucolico”. “Ritorno a Cold Mountain” è in definitiva un perfetto esempio di cinema classico di alto artigianato, che riesce a coinvolgere lo spettatore per ben due ore e mezzo di durata; il tutto, però, rischia di risultare a tratti fin troppo convenzionale e di maniera. Il successo, comunque, è stato elevato (170 milioni di dollari d’incasso) e le nomination all’Oscar numerose, sebbene l’opera di Minghella sia stata snobbata nelle categorie principali. Ottima l’interpretazione di Jude Law, candidato come miglior attore, mentre la Kidman appare forse troppo matura per il proprio ruolo. Nel cast del film figurano inoltre Donald Sutherland, Natalie Portman, Eileen Atkins, Philip Seymour Hoffman e la bravissima Renée Zellweger, che ha ottenuto il premio Oscar come miglior attrice non protagonista.
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Scritta da Stefano Lo Verme mercoledì 10 agosto 2005, letta 5749 volte
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