Il cinema francofono ha sempre dimostrato una particolare capacità nel raccontare l’infanzia, portando la macchina da presa all’altezza dei bambini fino a farla aderire al punto di vista dei più piccoli, così da mostrarci la loro prospettiva sul mondo. Al suddetto filone appartiene anche “Sister”, secondo lungometraggio scritto e diretto dalla regista franco-svizzera Ursula Meier, molto apprezzato dalla critica al Festival di Berlino del 2012, dove è stato premiato con l’Orso d’Argento. Protagonista del film della Meyer è Simon (Kacey Mottet Klein), un vispo dodicenne cresciuto nell’indigenza e costretto a rubare ai turisti del luogo per mantenere se stesso e sua sorella maggiore Louise (Léa Seydoux).L’evidente modello di riferimento per Ursula Meier è costituito dal cinema di François Truffaut (“I quattrocento colpi”, “Gli anni in tasca”) e dei fratelli Dardenne, dai quali riprende l’attenzione per la psicologia infantile e per le sfumature emozionali che caratterizzano un momento cruciale per la formazione di ciascun individuo. Il piccolo Simon è un “ladro per necessità”, un ragazzino che si è assunto responsabilità di gran lunga superiori alla propria età (al punto da arrivare quasi a diventare una figura “genitoriale” nei confronti di Louise, con un emblematico rovesciamento dei ruoli). L’approccio della Meier alla narrazione è onesto e diretto, ancor più ammirevole per la scelta di un realismo che rifiuta facili patetismi o soluzioni consolatorie per commuovere lo spettatore.
Inserito entro due spazi sociali speculari fra loro, ovvero “l’alto” delle montagne, con la stazione sciistica meta di ricchi turisti, e il “basso” della vallata, occupata da squallidi casermoni popolari, “Sister” nasconde dietro la sua apparente semplicità una sottile ma costante tensione morale, e segna un notevole passo avanti per la Meier rispetto al precedente “Home” (2008), opera interessante ma appesantita da un apparato metaforico forse eccessivo. Bravissimi entrambi i protagonisti, il giovane Kacey Mottet Klein (già visto in “Home”) e la sua comprimaria Léa Seydoux.
Voto dell'autore 3.7/5

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