Scheda del film
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Titolo originale: Tomboy
Genere: Drammatico
Nazione: Francia
Anno di produzione: 2011
Data di uscita al cinema: 07/10/2011
Durata: 84 Minuti
Regia:
Interpreti:, , ,
Premi
e nomination:
n.d
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Indice di gradimento
(Media fra voti dello staff)
3.83/ 5
Da vedere |
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Trama e recensione del film Tomboy
Laure è un maschiaccio che preferisce bermuda e capelli corti a gonne e trecce, inoltre il suo fisico androgino le permette di sembrare a tutti gli effetti un bambino. Giunta in un nuovo comprensorio, la giovane deciderà di celare la sua vera identità ai coetanei e comincerà a comportarsi da ragazzo, come in effetti si sente. Indossando la maschera del travestimento, Laure si troverà a vivere due esistenze opposte: una da bambina nell'amata famiglia e l'altra da bambino, fuori, nel mondo. La bugia iniziale però porterà scompiglio nell'esistenza di Laure e la farà scontrare con il problema dell'identità sessuale.
A volte il cinema ha una funzione sociale e fa riflettere su tematiche fondamentali, che se non identificate in tempo e trattate adeguatamente possono rovinare irrimediabilmente una vita. "Tomboy", diretto da Céline Sciamma, fa parte della schiera dei film formativi, ma oltre a mandarci un messaggio sociale di estrema importanza riesce a farci ridere, sospirare, godere di una serenità familiare idilliaca e tornare bambini.
Oggi più che mai il tema dell'orientamento sessuale è sulla bocca di tutti, filosofi e ignoranti; ormai l'omosessualità, la bisessualità o la confusione sessuale riempiono le discussioni giornaliere, per non parlare degli show televisivi. Questo nodo fondamentale da cui dipende la felicità dell'individuo però viene analizzato solamente nell'età adulta, come se l'infanzia fosse un compartimento stagno in cui i sentimenti non possano entrare. Il film di Céline Sciamma completa quest'analisi e ci fa comprendere che i figli vanno seguiti sotto il profilo sessuale sin da piccoli, non perché si debba raddrizzare il loro orientamento (come decide di non fare la mamma di Laure) ma per aiutarli a vivere meglio la stagione più bella della vita e l'esistenza in toto. "Tomboy" fa disamina all'interno di un affresco d'infanzia stupendo, dipinto con ciò che facevamo da piccoli, ed è realizzato così bene che riusciamo a sentire il profumo e l'emozione di quei giorni, e per un'ora e mezza torniamo tutti bambini. Minimale nella regia, la cineasta segue le giornate dei pargoli in maniera quasi documentaristica, come un insetto posato su di una foglia registra tutto ciò che accade intorno a sé.
"Tomboy", come hanno detto i critici francesi, è un film semplice, leggero, che rinuncia a colonna sonora e a inquadrature ambiziose dando ampio spazio alla recitazione. Un'opera tra il documentaristico e il teatrale. Complimenti alla regista di origine italiana e al "piccolo" cast, formato per la maggior parte da compagni di classe della protagonista. Un film di tale importanza pedagogica dovrebbe essere visionato in ogni famiglia e approfondito nelle scuole, quindi sarebbe un grossolano errore non andarlo a vedere al cinema. "Tomboy" segna un passo in avanti verso un mondo migliore.
Scritta da Francesco Volpi giovedì 22 settembre 2011, consultata 3798 volte
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