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Scheda del film
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Trama e recensione del film |
Hill Valley: Marty McFly è fortunosamente ritornato dal 1955, e mentre saluta la sua ragazza, Jennifer, vede ritornare il suo amico Doc dal futuro. Doc lo informa che nel 2015 suo figlio si metterà nei guai, e lo invita a tornare con lui nel futuro per correggere la piega che prenderanno gli eventi. Mentre sono intenti a prevenire i guai della famiglia McFly, i due non si accorgono che l'ormai anziano Biff Tannen riesce a rubare la macchina del tempo, la De Lorean.
Dopo il trionfo ai botteghini di mezzo mondo di "Ritorno al futuro" era difficile resistere per Bob Gale e Robert Zemeckis, creatori della saga, alla tentazione di farne un sequel, vista anche la conclusione decisamente aperta del primo film. I due sceneggiatori però pensarono di sviluppare addirittura una trilogia e di girare contemporaneamente gli ultimi due capitoli (con largo anticipo sulla moda di inizio millennio), e solo dopo cinque anni di lavoro, nel 1989, uscì "Ritorno al futuro parte II".
Il film inizia precisamente dove finiva il predecessore e proietta le avventure dei nostri eroi, interpretati dai medesimi attori, tranne il padre di Martin (l'attore Crispin Glover fece esose richieste finanziarie), nel futuro, precisamente nel 2015. Gli autori della saga poterono togliersi così il cruccio, rimasto dall'opera antecedente, di dare una loro interpretazione degli anni a venire. La loro visione è però goliardica, ipotizzando cinema in cui viene proiettato "Lo squalo 19" e dove gli skates e le macchine non hanno bisogno di ruote. Fin dalle prime sequenze poi si innesca un gioco citazionistico e autoreferenziale assai spassoso, che perdura per tutta la pellicola e che ci fa in parte sorvolare sugli evidenti e pesanti paradossi della sceneggiatura. Quest'ultima pare difatti meno perfetta nei suoi meccanismi rispetto al capostipite, e con il suo discreto numero di viaggi temporali narrati si attorciglia un po' su se stessa, portandoci però con alcune forzature ad un finale esilarante.
Un seguito dunque che grazie alla sua grande ironia, e all'immutata simpatia dei personaggi ereditati dal primo film, non delude, e che svolge egregiamente il suo ruolo di capitolo centrale, riutilizzando, nel vero senso della parola, parti del predecessore, ed ammiccando continuamente all'ultimo capitolo, ambientato poi nel vecchio West.
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Scritta da Manuel Celentano giovedì 05 ottobre 2006, letta 3437 volte
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