Scheda del film
Flags of our fathers
Titolo originale: Flags of Our Fathers
Genere: Guerra
Nazione: U.S.A
Anno di produzione: 2006
Data di uscita al cinema: n.d.
Durata: 132 Minuti
Regia: Clint Eastwood
Interpreti: Ryan Phillippe, Jesse Bradford, Adam Beach, John Benjamin Hickey
Premi e nomination: n.d
Indice di gradimento
(Media fra voti dello staff e degli utenti)
3.69/ 5
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Trama e recensione del film Flags of our fathers
E' solo una foto, nient'altro che una foto, eppure può essere tanto importante da mobilitare eserciti e governi, da riportare a casa e celebrare come eroi soldati che facevano solo il loro dovere. Ed è successo davvero, durante la seconda guerra mondiale nel conflitto fra americani e giapponesi. Una sola immagine, magari fasulla o montata, è in grado di risollevare gli animi e dare nuove fiducie e nuove speranze per affrontare una dura guerra: ma siamo sicuri che sia questo lo scopo?

Flags of our fathersDopo la dimensione privata e famigliare del suo ultra-celebrato "Million dollar baby", con "Flags of our fathers" il regista americano Clint Eastwood si immerge in una vicenda importante e controversa, che mostra i lati paradossali e spesso sciocchi della guerra. Nel film si racconta la storica battaglia sull'isola Iwo Jima, alternando le scene di battaglia alla rappresentazione di quello che successe dopo la fatidica foto. I soldati protagonisti di quest'ultima immagine vengono portati a casa e celebrati come eroi, ma non tutti riescono ad accettare questa imposizione, come l'indiano Ira Hayes che non accetta il sangue versato dai suoi compagni come pegno per questo "premio". E qui subentra il maggiore interrogativo del film; esistono gli eroi, o sono solo un'istituzione creata per l'occasione e poi abbandonata? Gli eroi poi sono quelli pubblicamente riconosciuti, o sono invece quelli a cui vogliamo bene e che lottano al nostro fianco e ci sorreggono? Clint Eastwood è bravo a sondare le ipocrisie del governo americano, le contraddizioni di una guerra che fa bene solo ai potenti e porta solo sofferenza e false illusioni a tutti gli altri.

Il montaggio, molto riuscito, salta continuamente da un tempo all'altro, da un luogo all'altro, dando l'impressione, con simbologie e associazioni di immagini a volte prevedibili, ma comunque sempre efficaci, che la guerra si combatta anche fuori dal campo di battaglia, una guerra per ottenere un'identità e un rispetto che non sono meno importanti dei motivi per cui si combatte in trincea. Il film è stato prodotto da Spielberg, e non stupisce la somiglianza con l'iperrealismo di "Salvate il soldato Ryan": è proprio sul campo di battaglia che Clint sembra però meno in forma del solito, cercando di seguire la lezione del suo socio in modo fin troppo professionale. Durante i primi minuti dello sbarco sembra di essere in un videogioco: cannoni che sparano, compagni che cadono, dispiegamento di mezzi, uso indulgente di dettagli macabri, ma senza riuscire a colpire le corde profonde dello spettatore, forse perché il cinema di guerra, oramai, ha già detto tutto.

Inoltre il cast, che questa volta non è uno dei punti di forza del film, non aiuta sempre il regista a dare il meglio. Ma questo può essere perdonato per l'interesse della storia, e per il giusto modo in cui è gestita, salvo che per un eccesso di lacrime verso il finale. Insomma, "Flags of our fathers" non sta al cinema di guerra come "Gli spietati" stava al western, quello sì che era un capolavoro, ma rimane comunque un buon film, capace talvolta di toccare e di colpire come il nostro grande Clint riesce sempre a fare.


Scritta da Francesco Pognante venerdì 10 novembre 2006, consultata 13830 volte
Pagella
Valutazioni
Voto dell'autore: 3.5/5
Media Voto Staff: 3.61/5 (7 voti)
Media Voto Utenti: 3.77/5 (122 voti)
Ranking
Classifica assoluta: 1132° su 2210
Classifica genere Guerra: 20° su 28
Classifica anno 2006: 56° su 214
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Legenda: Recensione musicata Recensione musicata - Disponibile trailer Trailer

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