Nella fortunatissima carriera dell’eclettico regista americano Howard Hawks non poteva mancare anche il genere musicale: e infatti, nel 1953, Hawks diresse “Gli uomini preferiscono le bionde”, versione cinematografica dell’omonimo musical di Jule Styne e Leo Robin, interpretato a teatro da Carol Channing e basato a sua volta su un romanzo di Anita Loos (già portato sullo schermo in un film muto del 1928). Sceneggiato da Charles Lederer, “Gli uomini preferiscono le bionde” si rivelò un enorme successo di pubblico (12 milioni di dollari d’incasso al botteghino americano, una cifra altissima per l’epoca) e lanciò all’apice della popolarità le due splendide comprimarie: la bruna Jane Russell, la conturbante sex-symbol de “Il mio corpo ti scalderà” (co-diretto da Hawks, non accreditato), e la bionda star in ascesa Marilyn Monroe, che l’anno prima aveva recitato in un altro film del regista, “Il magnifico scherzo”.La Monroe e la Russell sono perfette nei rispettivi ruoli delle due protagoniste: Lorelei Lee, un’oca un po’ svampita ma in realtà assai più furba di quanto si possa credere, e Dorothy Shaw, dall’indole più romantica e con la battuta sempre pronta. Come in quasi tutte le commedie di Howard Hawks, da “Susanna!” a “La signora del venerdì” a “Colpo di fulmine”, la donna è dunque il vero motore dell’azione, l’elemento che provoca scompiglio e che spesso si rivela ben più forte della sua controparte maschile. La struttura narrativa, tanto semplice quanto efficace (quasi tutto il film si svolge a bordo di una nave in viaggio verso la Francia), può contare su un’esilarante sequenza di gag fisiche e soprattutto verbali, che contribuiscono a creare un meccanismo comico di rara perfezione, dotato di un ritmo formidabile e rafforzato da alcuni bravi caratteristi: impossibile non citare l’anziano milionario interpretato da Charles Coburn, che gioca con Lorelei ad impersonare “il pitone e la capra”.
Dietro la gioiosa frivolezza della trama, volutamente caricaturale e sopra le righe, Hawks inserisce inoltre una divertita riflessione sulla “rapacità sessuale” dei personaggi e sul materialismo femminile, senza però mai scivolare nella misoginia: a prevalere, infatti, è sempre e comunque la simpatia nei confronti delle due protagoniste, tanto frizzanti quanto irresistibili. Fra i vari numeri musicali del film, alcuni sono rimasti memorabili: “Two little girls from Little Rock”, la celeberrima “Bye bye baby” e ovviamente la mitica “Diamonds are a girl’s best friends”, con Marilyn impegnata in una performance da antologia che ha contribuito alla sua consacrazione ad icona dei nostri tempi. Nel 1955, Jane Russell tornerà a recitare in un’altra pellicola tratta da un romanzo di Anita Loos, “Gli uomini sposano le brune”.
Voto dell'autore 4.5/5

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Recensione musicata -
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