“Se sei un pescatore non puoi non avere fede”: così pensa lo Sceicco dello Yemen, l’uomo pazzo che vorrebbe introdurre, in un paese in cui cresce solo sabbia, la pesca di un pesce che vive felice e contento nelle gelide acque britanniche. Sembra un’impresa impossibile, qualcosa che va contro la natura delle cose, un po’ come innamorarsi del proprio opposto o superare se stessi e cambiare rotta. Ma Lasse Hallström, regista di “Buon compleanno Mr. Grape” e di “Chocolat”, ne “Il pescatore di sogni” trova la soluzione per questo desiderio apparentemente irrealizzabile nella forza estrema e a volte utopistica della fede.Infatti è proprio grazie alla fede che Harriet, Alfred Jones e lo Sceicco Muhammed, divenuti ormai inseparabili amici, riescono a credere e a sperare nel miracolo. Dopo una lunga fatica, dopo che tutto è stato costruito e che i salmoni allevati hanno incominciato a risalire la corrente, la diga viene fatta esplodere dai dissidenti che, contrariamente alle larghe vedute dello Sceicco, non credono che la pesca del salmone, pesce prevalentemente occidentale, possa portare prosperità nel loro paese. Tutto sembra ormai distrutto, Alfred ha lasciato sua moglie e il suo amore per Harriet non può essere contraccambiato. Lo Sceicco è consapevole di aver chiesto troppo al proprio paese, evidentemente non ancora pronto per aprirsi a nuove ideologie. Ma quando tutto sembra ormai divorato dal’inesorabilità del nulla, ecco che un salmone, in una scena surreale e ricca di simbolismo, salta fuori dalle acque e dalle macerie, vivo.
È la vittoria della rinascita e della forza di chi non smette mai, nonostante il male e l’ingiustizia, di avere fede. “Il pescatore di sogni” è, insomma, una storia semplice e ricca di umorismo, sottolineato con grande bravura da attori del calibro di Ewan McGregor, Emily Blunt e Kristin Scott Thomas. Una storia che si basa su uno dei gesti più antichi e pazienti che l’uomo conosca: chi pesca, chi si immerge in un fiume e attende, mentre il tempo scorre, che qualcosa abbocchi al proprio amo, non può non avere fede. Qualche spettatore potrebbe rimanere male vedendo nel finale un panorama silenzioso piuttosto che un bacio appassionato che scioglie ogni tensione. Questo bacio non c’è, ma c’è il riflesso di due mani che si incontrano. C’è l’immagine bellissima di un inizio, di una pazienza che non invade solo la pesca, ma ogni ambito della vita, dai sogni all’amore. Bisogna aspettare, bisogna avere fede, perché le cose belle si fanno lentamente.
Voto dell'autore 3.7/5

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