Tratto dall’omonimo romanzo di Henry Farrell, adattato per il grande schermo da Lukas Heller, “Che fine ha fatto Baby Jane?” è uno dei più popolari e terrificanti thriller psicologici degli Anni ’60, un vero e proprio cult del genere granguignolesco. Prodotto e diretto dal regista Robert Aldrich, il film ha vinto l’Oscar per i costumi di Norma Koch ed ha riscosso un clamoroso successo di pubblico all’epoca della sua uscita, rilanciando la fama di due leggendarie star dell’età d’oro di Hollywood, Bette Davis e Joan Crawford, storiche colleghe / rivali negli Anni ’30 e ’40, che in questa occasione si sono trovate a recitare per la prima volta fianco a fianco. Il risultato è un film sinistro e agghiacciante, a metà strada fra il dramma e l’horror, che ha dato origine a un filone di pellicole analoghe nel corso del decennio, incluso “Piano… piano, dolce Carlotta”, realizzato dallo stesso Aldrich nel 1964 ed interpretato da Bette Davis e Olivia de Havilland.La storia raccontata dal film è introdotta da un efficace prologo ambientato nel 1917, che mostra la piccola Baby Jane nel suo effimero momento di gloria prima di essere messa in ombra dalla sorella Blanche, diventata ben presto una diva del cinema, fino alla notte del misterioso incidente nel quale quest’ultima rimane paralizzata, travolta dall’auto guidata da Jane. Quindi, dopo i titoli di testa, saltiamo al presente, con Blanche (Joan Crawford) che vive segregata in casa, costretta sulla sedia a rotelle e perseguitata dalle prepotenze della psicotica Jane (Bette Davis, imbruttita dal trucco); gradualmente, il rapporto sadomasochistico tra le due sorelle si trasformerà in un macabro gioco del gatto col topo, in un allucinante viaggio attraverso le perversioni e gli incubi della mente umana.
Simile, nei temi e nello stile, a “Viale del tramonto” di Billy Wilder, “Che fine ha fatto Baby Jane?” è senza dubbio uno dei film più originali e inquietanti sul lato oscuro della celebrità e sugli spettri che si nascondono dietro gli spietati meccanismi del successo. Contribuiscono a creare un costante effetto di suspense l’atmosfera cupa e claustrofobica della pellicola, la colonna sonora di Frank De Vol e i virtuosismi della regia di Aldrich, che sottolineano alla perfezione il senso di isolamento e di paura di Blanche e i deliri ossessivi di Jane; memorabile il finale sulla spiaggia, al quale viene riservata una sorprendente rivelazione sul passato delle sorelle. Letteralmente da urlo le performance delle due protagoniste, Joan Crawford e la strepitosa Bette Davis (candidata all’Oscar come miglior attrice), vittima e carnefice impegnate in un sensazionale duello di bravura. Nel 1991 ne è stato girato un remake televisivo interpretato dalle sorelle Lynn e Vanessa Redgrave.
Voto dell'autore 4.3/5

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