Scheda del film
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Titolo originale: The Girl with the Dragon Tattoo
Genere: Thriller
Nazione: U.S.A
, Svezia
, Gran Bretagna
, Germania
Anno di produzione: 2011
Data di uscita al cinema: 03/02/2012
Durata: 158 Minuti
Regia:
Interpreti:, , ,
Premi
e nomination:
Premio Oscar - Miglior Montaggio
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Indice di gradimento
(Media fra voti dello staff)
4.03/ 5
Da vedere |
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Trama e recensione del film Millennium - Uomini che odiano le donne
Mikael Blomkvist, direttore della rivista Millennium, vede la sua carriera gravemente compromessa da una condanna per diffamazione. Nel frattempo il giornalista viene contattato dall’anziano Henrik Vanger, magnate delle industrie Vanger, che vuole ingaggiare Blomkvist per un compito molto delicato: risolvere il mistero legato alla scomparsa di sua nipote Harriet, avvenuta quarant’anni prima...
Nel 2005, con la pubblicazione del romanzo “Uomini che odiano le donne”, aveva inizio il fenomeno editoriale di “Millennium”, trilogia di best-seller firmata dallo scrittore svedese Stieg Larsson (scomparso nel 2004, prima ancora che i suoi libri andassero in stampa). La trilogia di Larsson, che ha appassionato milioni di lettori in tutto il mondo, è approdata al cinema per la prima volta nel 2009, con tre film di produzione scandinava che hanno registrato un vasto successo internazionale. A Hollywood, ovviamente, non si sono lasciati sfuggire l’occasione di sfruttare la popolarità dei romanzi di Larsson, e così nel 2011, a tempo di record rispetto alla trilogia cinematografica svedese, è approdato nelle sale “Millennium – Uomini che odiano le donne”, una nuova trasposizione filmica del primo libro di Larsson, con la regia di un maestro del thriller come David Fincher.
A vestire i panni di Mikael Blomkvist, giornalista d’assalto a capo della rivista Millennium, è lo 007 Daniel Craig, che coniuga efficacemente la prestanza fisica, l’affilata intelligenza e l’integrità morale richieste dal proprio personaggio; mentre la figura più celebre dell’opera di Larsson, la tenebrosa eroina Lisbeth Salander, è interpretata dalla giovane Rooney Mara (già diretta da Fincher in “The social network”). Questi due individui così diversi fra loro, ma accomunati da una formidabile capacità investigativa, si troveranno ad indagare fianco a fianco su un delitto consumato ben quarant’anni prima, tirando fuori gli “scheletri nell’armadio” di una potentissima dinastia che sembra nascondere più di un segreto. Il tema del Male, già al centro della trilogia letteraria, conserva un’importanza fondamentale anche nel film di Fincher: sia attraverso una cruda rappresentazione della violenza fisica e psicologica (le sequenze di stupri e di abusi sessuali sono realizzate con un realismo a tratti agghiacciante), sia mediante una riflessione più sottile sugli impulsi maligni alle radici della società occidentale, impulsi che spesso si celano dietro la labile patina della rispettabilità borghese.
Alla sceneggiatura scritta da Steven Zaillian spetta il compito non facile di includere una grandissima quantità di informazioni ed avvenimenti in una pellicola di due ore e mezza di durata; il copione di Zaillian dedica infatti ampio spazio alla descrizione psicologica della coppia di protagonisti, Blomkvist e Lisbeth, risultando invece più frettoloso per quanto riguarda la costruzione dell’intreccio giallo – al punto che le accelerazioni e le ellissi nello sviluppo delle indagini sulla scomparsa di Harriet potrebbero rischiare di confondere gli spettatori che non avessero già letto il libro né tantomeno avessero visto la pellicola svedese. L’altro elemento debole nell’impianto narrativo del film è costituito dal sotto-finale legato alla vicenda secondaria della trama, ovvero il conflitto legale fra Blomkvist ed il milionario corrotto Hans-Erik Wennerström: un subplot che fatica a sostenere il confronto con il mistero legato al clan dei Vanger, e che viene risolto in maniera alquanto sbrigativa nell’arco degli ultimi venti minuti.
In compenso, “Millennium – Uomini che odiano le donne” si conferma nettamente superiore rispetto alla versione precedente, in primo luogo grazie al virtuosismo stilistico di David Fincher, ovvero alla sua innegabile capacità nel mettere in scena una storia gravida di suspense e di tensione (come il regista aveva già dimostrato del resto fin dai tempi di “Seven”). Fincher, inoltre, sa sfruttare al meglio le atmosfere dark offerte dalla cornice metropolitana di Stoccolma e dagli innevati paesaggi svedesi, magistralmente fotografati da Jeff Cronenweth, per costruire un sistema di suggestioni in grado di trasmettere al pubblico un costante senso di angoscia; suggestioni accentuate dall’incalzante colonna sonora composta da Trent Reznor ed Atticus Ross, che comprende anche, nei titoli di testa, una splendida cover del classico dei Led Zeppelin “Immigrant song”. Rooney Mara, candidata all’Oscar come miglior attrice, è decisamente convincente nell’esprimere al contempo la glaciale determinazione e i tormenti interiori del personaggio di Lisbeth, mentre completano il cast attori quali Christopher Plummer, Stellan Skarsgård, Robin Wright e Joely Richardson. Daniel Craig e Rooney Mara riprenderanno i rispettivi ruoli anche nei successivi film della trilogia. Premio Oscar per il miglior montaggio.
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Legenda:
Recensione musicata -
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