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Scheda del film

Piano... piano, dolce Carlotta
Titolo originale: Hush… Hush, Sweet Charlotte
Genere: Thriller
Nazione: U.S.A.
Anno di produzione: 1964
Data di uscita al cinema: n.d.
Durata: 133 Minuti
Regia:
Interpreti:, , ,
Premi: Golden Globe - Miglior Attrice Supporter
3.90/ 5

Voto Staff Filmedvd

Film considerato Da vedere
sulla base di 2 voti
1143° su 3979 in assoluto
60° su 267 nel genere Thriller
134° su 194 nella decade 1960's
3.50/ 5

Voto utenti Filmedvd

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Trama e recensione del film Piano... piano, dolce Carlotta

Charlotte Hollis vive reclusa nella propria villa, in una piantagione della Louisiana, da 37 anni, da quando era stata incolpata dell’assassinio del proprio amante, John Mayhew, colpevole di averla lasciata poco prima di una fuga d’amore e decapitato nel corso di una festa. Quando la casa di Charlotte rischia di essere espropriata per la costruzione di un ponte, la donna scrive a sua cugina, Miriam Deering.

Piano... piano, dolce CarlottaDue anni dopo l’enorme ed inaspettato successo del cult “Che fine ha fatto Baby Jane?” (1962), il regista Robert Aldrich decise di riunire le due protagoniste del film, Bette Davis e Joan Crawford, per realizzare un altro thriller sulla scia del precedente, dal titolo “Piano… piano, dolce Carlotta”. Anche in questo caso il soggetto fu un racconto di Henry Farrell, sceneggiato da Lukas Heller. La produzione del film, tuttavia, fu decisamente travagliata a causa della proverbiale antipatia reciproca fra la Davis e la Crawford: quest’ultima, decisa a non avere più nulla a che fare con la storica rivale, approfittò di una malattia per abbandonare il set, lasciando Aldrich con la necessità di trovare subito una nuova attrice. La scelta, dopo le rinunce di numerose star (inclusa Vivien Leigh, che si rifiutò di lavorare con la Davis), cadde su Olivia de Havilland, amica di Bette Davis e già sua partner sullo schermo in altre due occasioni.

Il tono granguignolesco del racconto è scandito subito dai primi dieci minuti, con un memorabile antefatto ambientato nel 1927 in cui assistiamo al sanguinario omicidio del giovane John Mayhew (Bruce Dern), con una sequenza splatter (“Psycho” docet) in cui l’uomo viene mutilato e decapitato. La narrazione ci riporta al presente, con Charlotte Hollis (Bette Davis) che non si è mai ripresa dalla morte del fidanzato e vive immersa nel passato, nella solitaria villa di famiglia, accudita soltanto dalla sua fedele cameriera Velma Cruther (una bravissima Agnes Moorehead). Nel momento in cui la villa deve essere abbattuta per permettere la costruzione di un ponte, l’orrore del delitto di John sembra riemergere improvvisamente, coinvolgendo anche la cugina di Charlotte, Miriam Deering (Olivia de Havilland), e il dottor Drew Bayliss (Joseph Cotten)… mentre qualcuno, in città, si chiede cosa sia accaduto veramente quella notte di 37 anni prima.

Come già in “Che fine ha fatto Baby Jane?”, Robert Aldrich dà libero sfogo al proprio gusto per il macabro (compresi i dettagli raccapriccianti: teste mozzate, moncherini sanguinanti) e al sadismo misogino nei confronti dei personaggi, inserendo elementi del giallo, del thriller e della ghost-story in una miscela tanto anomala quanto affascinante (a costo di non prendere il film troppo sul serio). La sua regia barocca si sposa perfettamente con la suggestiva fotografia in bianco e nero di Joseph F. Biroc, con la sinistra ambientazione che fa da teatro alla vicenda e con l’angosciosa colonna sonora di Frank De Vol, raggiungendo l’apice del barocchismo nella mirabile sequenza onirica in cui Charlotte, in trance, incontra il fantasma di John. Bette Davis, con un’interpretazione di selvaggio istrionismo, è la personificazione della nevrosi, in contrasto con la sottile ambiguità di Olivia de Havilland. La pellicola fu un altro grande successo di pubblico, mentre la canzone del film, “Hush… hush, sweet Charlotte”, diventò una hit per Patti Page. Ultima apparizione cinematografica della diva Mary Astor, nel ruolo della vedova Jewel Mayhew.


Voto dell'autore 4/5
, consultata 1530 volte
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