”El dorado”, il cui titolo non ha niente a che vedere con il leggendario luogo ricco di oro e pietre preziose, ma è più semplicemente il nome della cittadina dove sono ambientate le vicende, è il secondo western dei tre girati da Howard Hawks, e la penultima pellicola della sua lunga e ricca filmografia. Tratto dal romanzo “The Stars in Their Courses” di Harry Brown, il film è una sorta di fotocopia del western più celebre di Hawks, e cioè quel “Un dollaro d’onore” uscito 11 anni prima.Le analogie fra le due opere sono difatti molteplici, sia a livello di trama, con un gruppo capeggiato da uno sceriffo che deve proteggersi da spietati fuorilegge che vogliono liberare un prigioniero, sia a livello di “morale”, l’importanza dell’amicizia e della lealtà, sia infine a livello di personaggi, dove ritroviamo la stessa squadra di “buoni” composta dall’ubriacone in via di riabilitazione (un ottimo Robert Mitchum), dal giovanotto che si fa chiamare con il nome di una località (in questo caso Mississippi, a cui dà vita un giovane James Caan), dal simpatico vecchietto (Arthur Hunnicutt) e da John Wayne. Alcune sequenze poi sono quasi identiche, comunque nonostante le molte correlazioni vi sono alcune significative differenze. In “El dorado” c’è più azione e sparatorie, e la colonna sonora, firmata da Nelson Riddle, è più incalzante, elementi che sembrano sintomi della nuova concezione del western introdotta due anni prima da Sergio Leone. Inoltre Hawks rende evidente come gli anni rispetto alla prima avventura narrata in “Un dollaro d’onore” siano passati, con i nostri eroi tutt’altro che indistruttibili e sempreverdi, bella a tal proposito la sequenza finale con la coppia Wayne-Mitchum che se ne va a spasso zoppicando.
La regia è sempre all’insegna della massima trasparenza, seppur si conceda qualche ripresa inusitata, e la narrazione è sempre intinta di quel leggero humor tipico del cineasta americano. Buone le prove del cast, per una pellicola degna di considerazione che però messa in paragone al predecessore perde più di qualche punto, già per il semplice fatto che ne reitera la formula.
Voto dell'autore 3.5/5

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Recensione musicata -
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