Scheda del film
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Titolo originale: Johnny Guitar
Genere: Western
Nazione: U.S.A
Anno di produzione: 1954
Data di uscita al cinema: n.d.
Durata: 111 Minuti
Regia:
Interpreti:, , ,
Premi
e nomination:
n.d
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Indice di gradimento
(Media fra voti dello staff)
4.20/ 5
Da vedere |
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Trama e recensione del film Johnny Guitar
Vienna è una grintosa avventuriera che gestisce un saloon in una sperduta cittadina dell’Arizona, dove presto verrà costruita una linea ferroviaria. La donna frequenta il bandito Dancin’ Kid, ma questa relazione le attira l’ostilità dello sceriffo John McIvers e soprattutto della perfida e vendicativa Emma Small; in difesa di Vienna interviene però il pistolero Johnny Logan, detto Johnny Guitar.
Fin dal suo esordio, nel 1949, con “La donna del bandito”, il regista Nicholas Ray ha avuto una profonda influenza sul rinnovamento dei generi e delle convenzioni del cinema hollywoodiano degli Anni ’50. La profonda originalità dell’approccio di Ray alla narrazione filmica è riscontrabile anche nel western, come dimostra uno dei più celebri cult-movie del regista americano: “Johnny Guitar”, realizzato nel 1954 ispirandosi a un romanzo di Roy Chanslor. Nonostante il successo di pubblico, il film fu ampiamente sottovalutato dai critici dell’epoca, che non ne apprezzarono il tono esasperato e sopra le righe, salvo poi essere riscoperto da una generazione di cinefili e di registi che sancirono la sua definitiva canonizzazione: François Truffaut, grande estimatore di Ray, definì “Johnny Guitar” come l’equivalente western de “La bella e la bestia”, mentre Pedro Almodóvar gli rese omaggio in “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”, in cui i personaggi sono impegnati a doppiare la versione spagnola del film.
Il titolo della pellicola corrisponde allo pseudonimo di Johnny Logan, impavido pistolero interpretato da Sterling Hayden. Ma la vera protagonista del film è Vienna, fiera e coraggiosa proprietaria di un saloon nel bel mezzo del Far West: una sorta di eroina proto-femminista mirabilmente impersonata da una star del calibro di Joan Crawford (qui in uno dei suoi ruoli più anomali). E una delle caratteristiche peculiari di “Johnny Guitar” risiede proprio nel fatto che i due antagonisti del film non siano due uomini, come vorrebbe la tradizione del western, bensì due donne: Vienna e la sua nemica giurata, Emma Small (Mercedes McCambridge), un autentico mostro di crudeltà e di sadismo. Del resto, la furia dei duelli fra le due avversarie costituì un riflesso del clima incandescente che regnava sul set: la Crawford, notoriamente non certo un agnellino, si scontrò in più occasioni con Ray e con gli altri attori, attirandosi le antipatie di Hayden e della McCambridge.
Ma oltre al ritratto dell’intrepida Vienna, memorabile sia in tenuta da pistolero, sia nel suo elegante abito bianco, “Johnny Guitar” è entrato nella storia del cinema anche per il suo spudorato lirismo barocco, uno spiazzante connubio fra i codici del western e del melodramma: un connubio espresso magistralmente dalla fotografia di Harry Stradling, basata su colori estremamente saturi (un risultato dovuto al Trucolor, ovvero il sistema con cui venne sviluppata la pellicola). L’intensità dei contrasti cromatici diventa così la principale cifra stilistica di questo “western intellettuale e complesso, torbido e cupo come una tragedia greca (…), segnato in profondità dall’interpretazione manierata di tutti i protagonisti e straziante nel suo disperato romanticismo” (Paolo Mereghetti). Mentre la trama del film, in cui le forze dell’ordine scatenano una feroce caccia all’uomo, si propone come un’evidente metafora del Maccartismo imperante di quegli anni: non a caso la sceneggiatura, accreditata a Philip Yordan, fu scritta in realtà da Ben Maddow, che era stato inserito nella lista nera. Il tema musicale del film è composto da Victor Young ed interpretato da Peggy Lee.
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Recensione musicata -
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